(John Lamparski/Getty Images)

Come si diventa l’albero di Natale più famoso del mondo

È stato illuminato anche quest'anno al Rockefeller Center di New York, dove è arrivato dopo attente valutazioni e centinaia di candidature spontanee

(John Lamparski/Getty Images)

Ieri, 4 dicembre, sono state accese le luci dell’albero di Natale del Rockefeller Center di New York: è quello più famoso della città, visitato ogni anno da 2,5 milioni di persone, e con ogni probabilità il più famoso al mondo. La cerimonia di inaugurazione, dove Gwen Stefani ha cantato You make it feel like Christmas, è stata seguita da milioni di persone in tv, e dal vivo dal sindaco di New York Bill de Blasio e mezzo milione di persone, tra cui, come ospite d’onore, la donna che ha donato l’albero, Carol Schultz. Lo aveva comprato nel 1958 e lo aveva portato a casa sua, nella città di Village of Florida a Orange County (nello stato di New York): era così piccolo che si poteva appoggiare su tavolino. Schultz lo piantò in giardino e lo decorò Natale dopo Natale: «gli dicevo sempre “un giorno finirai al Rockefeller Center e da vecchio sarai un albero bellissimo”. Quando lo vedrò illuminato dalle lucine, probabilmente mi metterò a piangere», aveva raccontato prima dell’accensione a NBC, cosa puntualmente accaduta.

L’albero in questione è, come da tradizione, un abete rosso alto 23 metri (l’altezza è generalmente compresa tra i 21 e i 30 metri); ha tra i 70 e i 75 anni, è stato tagliato il 7 novembre ed è arrivato nella Rockefeller Plaza il 9 novembre. Qui è stato decorato con oltre 50 mila lucine LED multicolore e con una nuova enorme stella Swarovski sulla punta. Nel giorno di Natale resterà illuminato per 24 ore di seguito; il 7 gennaio sarà l’ultimo giorno di luci e poi, una volta spento, sarà trasformato in legname e donato alla società di beneficenza Habitat for Humanity per costruire nuove case.

«È facile amare l’albero di Natale del Rockefeller Center», scrisse Manny Fernandez sul New York Times nel 2010, «ma è difficile guardare un tuo albero che lo diventa». Esiste un modulo per proporre il proprio abete come albero di Natale del Rockefeller Center – bisogna indicarne le dimensioni e fornire una foto con una persona o una casa vicino – ma la maggior parte dei vincitori viene adocchiata e scelta dai giardinieri del Rockefeller e in particolare dal suo direttore Erik Pauze, che nel 2010 prese il posto di David Murbach che se n’era occupato nei 26 anni precedenti. Anche l’abete rosso di quest’anno è stato individuato da Pauze durante una gita esplorativa, anche se Schultz lo aveva già proposto attraverso il modulo online nel 2010.

Gli alberi sono generalmente regalati, anche se in alcuni casi c’è stato un piccolo pagamento (nel 1996, scrive il New York Times, l’abete venne ceduto per 2.000 dollari, circa 1.800 euro). Non tutti, come Schultz, sono desiderosi di regalare il proprio albero e molte famiglie hanno rifiutato due o tre volte prima di convincersi: capitava che avessero altre cose da sbrigare o semplicemente per il legame affettivo con la pianta. L’albero di Natale del 1995 fu ottenuto dopo dieci anni di richieste alle suore di un convento del New Jersey: alla fine cedettero e lo benedirono con l’acqua santa prima di lasciarlo abbattere.

Per tutto l’anno Pauze e i suoi giardinieri percorrono gli stati con il maggior numero di abeti rossi – il Connecticut, il New Jersey e lo stato di New York – in auto o in elicottero (fu individuato così quello per il Natale 1997) in cerca dell’abete perfetto nei giardini e nei vivai: oltre a rispettare le misure, deve essere abbastanza robusto per reggere le decorazioni e deve riprodurre l’aspetto da cartolina dell’albero di Natale, con rami diritti e simmetrici. Una volta individuati uno o più candidati, i proprietari vengono corteggiati con cesti di delizie lasciati davanti alla porta, con la lusinga di portare gioia alla nazione grazie al loro albero perfetto e con la promessa di piantarne uno nuovo, o perlomeno di sistemare il giardino una volta tagliato il prescelto.

Ottenuta l’autorizzazione, a fine ottobre o inizio novembre l’abete viene tagliato e poggiato con una gru su un rimorchio e portato a New York avvolto in grandi fiocchi rossi che anticipano lo spirito della festa. Arrivato nella Rockefeller Plaza, viene eretto con quattro tiranti in acciaio e poi decorato con le lucine, mentre la stella arriva per ultima; quella di quest’anno è alta quasi tre metri e ha 70 punte triangolari per un totale di 3 milioni di cristalli Swarovski.

La tradizione dell’albero di Natale nella Rockefeller Plaza risale al 1931 quando, durante la Grande Depressione, alcuni operai impiegati nella costruzione del Rockefeller Center misero insieme il loro primo stipendio per decorare con ghirlande di carta un abete balsamico alto sei metri. Divenne un rito ufficiale nel 1933, quando venne organizzato da un pubblicitario del centro che si servì di un albero più grande e illuminato. Nel 1936 gli alberi diventarono due per inaugurare della pista da pattinaggio di fronte, e nel 1951 la cerimonia di accensione delle luci venne trasmessa per la prima volta in tv, diventando un evento di portata nazionale e trasformando l’albero di Natale del Rockefeller Center nell’albero di Natale degli Stati Uniti.