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  • lunedì 25 novembre 2019

Londra non ha rinnovato la licenza a Uber

Dopo due anni di negoziati e periodi di prova, citando preoccupazioni per la sicurezza degli autisti e dei passeggeri

Transport for London (TFL), l’azienda responsabile dei trasporti pubblici a Londra, ha deciso di non rinnovare la licenza a Uber, l’azienda americana nota soprattutto per il suo servizio a metà tra i taxi e il noleggio di auto con autista. TFL ha detto di aver preso questa decisione dopo che «sono state identificate diverse violazioni che hanno messo a rischio i passeggeri e la loro sicurezza». Uber avrà 21 giorni per fare ricorso, e in questo periodo potrà continuare a lavorare regolarmente.

TFL aveva già deciso di non rinnovare la licenza a Uber nel 2017, a causa di preoccupazioni per la sicurezza dei viaggiatori e degli autisti e più in generale per la sua scarsa trasparenza. Uber aveva presentato ricorso e continuato ad operare fino al giugno del 2018, quando TFL aveva concesso una nuova licenza “di prova” della durata di soli 15 mesi. In cambio Uber aveva dovuto acconsentire a cambiare i responsabili della società a Londra e nominare una commissione indipendente che si occupasse di monitorare le sue attività in città; inoltre aveva accettato di imporre limiti più severi ai suoi autisti per evitare che guidassero quando erano stanchi oppure non in regola e di condividere con le autorità municipali i dati sugli spostamenti delle sue auto.

«Nonostante abbiano affrontato alcuni di questi problemi» – ha detto Helen Chapman, a capo della commissione di TFL incaricata di concedere le licenze – «TFL non ha fiducia nel fatto che problemi simili non si ripresenteranno in futuro, il che l’ha portata a concludere che la società non è adatta a operare in questo momento. [..] Sebbene riconosciamo che Uber abbia fatto dei miglioramenti, è inaccettabile che Uber abbia consentito ai passeggeri di salire a bordo di veicoli con conducenti potenzialmente non autorizzati e non assicurati. Se deciderà di presentare ricorso, Uber avrà l’opportunità di dimostrare pubblicamente a un giudice se ha messo in atto misure sufficienti per garantire l’eliminazione dei potenziali rischi per la sicurezza dei passeggeri».

Uber ha fatto sapere che farà appello contro la decisione di TFL e ha spiegato che negli ultimi due anni «abbiamo cambiato completamente il nostro modo di fare business, fino a diventare un modello di sicurezza».

 

(Oli Scarff/Getty Images)
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