Achille Occhetto nel 1996 (© LaPresse)
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  • martedì 12 novembre 2019

La svolta della Bolognina, 30 anni fa

Cosa disse l'allora segretario del PCI Achille Occhetto, dando inizio alla fine del partito

Achille Occhetto nel 1996 (© LaPresse)

«Lasciano presagire tutto»

Achille Occhetto, allora segretario del PCI, rispondendo a un giornalista che gli aveva chiesto se le sue parole lasciassero presagire che il PCI avrebbe potuto anche cambiare nome, al termine del discorso della cosiddetta “svolta della Bolognina” che tenne il 12 novembre del 1989. Occhetto parlò solo sette minuti, alle 11 del mattino in una sala comunale a Bologna per le celebrazioni del quarantacinquesimo anniversario di una battaglia della Resistenza. Doveva essere un semplice discorso di circostanza ed erano presenti solo due cronisti, uno dell’Unità, l’altro dell’Ansa. Fu invece un momento storico che iniziò il passaggio dal Partito Comunista Italiano (PCI, sciolto nel 1991) al Partito Democratico della Sinistra (PDS) e che segnò la fine del più grande partito comunista dell’Europa occidentale. Occhetto, che aveva parlato senza consultarsi con il partito, disse in particolare che era necessario «non continuare su vecchie strade ma inventarne di nuove per unificare le forze di progresso».

Cosa fu la “svolta della Bolognina”

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