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  • giovedì 19 Settembre 2019

La Marina statunitense ha confermato tre avvistamenti di UFO, a patto di non chiamarli UFO

E ci sono i video di questi "fenomeni aerei non identificati", ripresi dai suoi aerei militari

La Marina militare degli Stati Uniti ha confermato l’avvistamento di tre oggetti/fenomeni non identificati da parte di suoi aeroplani, avvenuti a dicembre del 2017 e a marzo del 2018. I video degli avvistamenti erano stati molto condivisi online e avevano portato a ipotesi di ogni tipo, comprese naturalmente quelle sulla possibilità che si trattasse di veicoli alieni. L’ammissione della Marina di non essere riuscita a comprendere con certezza la natura degli oggetti potrebbe portare ora a nuove teorie, anche se i militari invitano a non usare “oggetto volante non identificato” (UFO, nell’acronimo in inglese) per questi avvistamenti, considerata la connotazione da fantascienza che ha assunto il termine nel corso degli anni.

Rispondendo ad alcune domande sul sito Black Vault, che raccoglie una grande quantità di documenti pubblici ottenuti dalle istituzioni, il portavoce del vice capo delle Operazioni navali per la guerra dell’informazione, Joseph Gradisher, ha detto: “La Marina definisce gli oggetti contenuti in questi video come fenomeni aerei non identificati”. La definizione è ritenuta la più corretta per l’avvistamento di oggetti non autorizzati in volo presenti nello spazio aereo utilizzato per le operazioni militari.

Due dei tre video erano stati diffusi a metà dicembre del 2017 dalla To The Stars Academy of Arts and Science, un’organizzazione che ha come scopo “il coinvolgimento della popolazione globale per indagare oltre i confini della scienza e applicare ragionamenti non convenzionali”. È stata fondata da Tom DeLonge, cantante e chitarrista statunitense diventato famoso con la band pop punk Blink-182. Pubblicati su YouTube, i video hanno ottenuto milioni di visualizzazioni e mostrano ciò che hanno registrato i sensori di due aerei militari durante un’esercitazione.

In uno dei due video, un sensore ad alta precisione rileva la presenza di un oggetto all’orizzonte che compie manovre piuttosto rapidamente, prima di partire ad alta velocità sorprendendo l’equipaggio.

A marzo del 2018, l’organizzazione di DeLonge aveva pubblicato un terzo video dove era nuovamente visibile uno strano oggetto in cielo, sempre avvistato dai sensori di un aereo militare.

Nonostante l’alta qualità del sensore, le immagini dei tre video non sono definite a sufficienza per comprendere la natura degli oggetti ripresi. Per questo motivo, la Marina ha infine confermato di avere trattato i tre avvistamenti come “fenomeni aerei non identificati”.

Secondo gli esperti, la definizione scelta dalla Marina è molto significativa perché è la prima volta che viene riconosciuta ufficialmente l’esistenza di questi oggetti nei tre video. Le riprese non sarebbero dovute diventare di dominio pubblico ed è quindi piuttosto raro che la Marina intervenga per confermarne l’autenticità e ammettere di non essere stata in grado di riconoscere i fenomeni avvistati.

In un’intervista data al Washington Post, Gradisher ha provato a chiarire alcune delle sue dichiarazioni. Ha spiegato che “fenomeno aereo non identificato” è un modo di dire utilizzato da tempo, e che viene di solito preferito a “oggetto volante non identificato”, perché quest’ultimo ha ormai una connotazione particolare usata da complottisti e da chi sostiene, senza prove concrete, di essere venuto in contatto con forme di vita aliene. I piloti stessi non usano “UFO” nei loro rapporti perché temono di non essere presi sul serio dai loro superiori.

Anche se non ci sono sufficienti elementi per sostenerlo con certezza assoluta, Gradisher non esclude che gli oggetti ripresi nei video fossero droni per fare riprese amatoriali e semiprofessionali: “Queste incursioni portano rischi per la sicurezza dei nostri piloti e delle nostre attività, ed è ciò su cui sta indagando la Marina”.

Il termine UFO fu utilizzato per la prima volta dall’Aeronautica militare degli Stati Uniti all’inizio degli anni Cinquanta, proprio per indicare gli oggetti non identificati dopo le necessarie verifiche. Il termine è progressivamente diventato sinonimo di “disco volante” e navi spaziali aliene per l’opinione pubblica, anche a causa di alcune teorie del complotto e dei presunti “rapimenti alieni”.

La Terra è sorvegliata da decine di satelliti in orbita per le osservazioni e conta centinaia di telescopi puntati verso la volta celeste, quindi un’astronave extraterrestre sarebbe probabilmente avvistata al suo arrivo, ben prima degli aerei militari o delle osservazioni amatoriali. La maggior parte degli esperti e degli scienziati mantiene un approccio scettico e scientifico sul fenomeno, ricordando che nella grande categoria “UFO” nel corso dei decenni è finito un po’ di tutto, con fenomeni anche molto diversi tra loro, alcuni facilmente spiegabili e altri per i quali si è ancora alla ricerca di una spiegazione convincente.