• Mondo
  • lunedì 26 agosto 2019

Tariq Ramadan è stato di nuovo denunciato per stupro

L’intellettuale svizzero Tariq Ramadan, incriminato formalmente per due accuse di stupro relative a fatti avvenuti nel 2009 e nel 2012, è stato nuovamente denunciato per stupro a Parigi. L’accusa, secondo il settimanale Journal du dimanche e il canale televisivo Europe 1, riguarda un presunto stupro di gruppo avvenuto nel maggio del 2014 e sarebbe stata presentata da una donna di più di 50 anni che all’epoca lavorava come giornalista radiofonica: ha raccontato che lo stupro sarebbe avvenuto in una camera d’albergo a Lione, dove la donna stava intervistando l’intellettuale, e che oltre a Ramadan avrebbe coinvolto «un membro del suo staff».

A novembre, dopo nove mesi di detenzione preventiva, la Corte di appello di Parigi aveva concesso la libertà su cauzione all’intellettuale svizzero Tariq Ramadan relativamente alle altre due indagini sul suo conto. Ramadan ha sempre negato tutte le accuse. Riguardo la nuova denuncia, è attualmente considerato “testimone assistito” (da un avvocato), spiega Agence France-Presse, cioè in uno status intermedio tra l’incriminazione da parte del giudice istruttore e la semplice citazione quale testimone. Gli investigatori che si occupano delle accuse nei confronti di Ramadan dovranno ora indagare anche su questa nuova accusa.

Tariq Ramadan ha 57 anni, è nato a Ginevra ed è il nipote del fondatore dei Fratelli Musulmani. Oltre a essere stato professore di Scienze islamiche contemporanee all’Università di Oxford, è spesso presente in televisione ed è molto stimato da una parte del mondo musulmano, ma anche criticato da intellettuali cristiani e atei per le sue idee sull’Islam politico, e spesso accusato di indulgenza e ambiguità con il fanatismo islamista.

Tariq Ramadan, Parigi, il 6 aprile 2015 (LOIC VENANCE/AFP/Getty Images)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.