Sopravvissuto a 11 giorni su un gommone alla deriva nel Mediterraneo

Il racconto di Mohammed Adam Oga, etiope di 38 anni che è stato intervistato dal Times of Malta

Il gommone alla deriva ripreso da un elicottero di Frontex
Il gommone alla deriva ripreso da un elicottero di Frontex

Il Times of Malta, quotidiano di Malta, ha raccontato la storia del soccorso di un gommone di migranti alla deriva nel mar Mediterraneo, e dell’unico sopravvissuto di tutte le quindici persone che erano a bordo. Alcuni particolari della storia sono stati raccontati proprio dall’uomo che si è salvato, un cittadino etiope di 38 anni, trovato in condizioni molto critiche dopo 11 giorni durante i quali poco a poco erano finiti acqua, cibo e carburante: «Dopo cinque giorni sono morte due persone. Poi ogni giorno ne morivano altre due», ha raccontato Mohammed Adam Og, ora ricoverato in un ospedale di Malta.

Il gommone era partito l’1 agosto dalla città libica di Zawiya, 45 chilometri a ovest di Tripoli, la capitale della Libia. Og ha raccontato che la prima cosa a finire era stata il carburante, poi il cibo e poi l’acqua. «Abbiamo visto molte barche. Abbiamo urlato: “Aiuto! Aiuto”. Cercavamo di farci vedere, ma loro semplicemente sono passate. È passato anche un elicottero, ma poi se n’é andato», ha detto Og. Molto presto le persone a bordo – una donna incinta e un uomo del Ghana, due dell’Etiopia e il resto dalla Somalia – hanno cominciato a morire di sete: i corpi delle persone morte sono stati gettati in mare, soprattutto per l’odore.

A un certo punto il gommone è stato avvistato da un elicottero di Frontex, l’agenzia per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione Europea, che a sua volta ha avvisato le autorità di Malta, che hanno completato il soccorso. Non è stato trovato nessun altro vivo sul gommone oltre a Og.


Og, cittadini etiope, ha raccontato al Times of Malta che in Etiopia era un politico del Fronte di liberazione degli oromo, e che se dovesse tornare rischierebbe l’arresto da parte delle autorità. Negli ultimi 15 anni Og ha poi vissuto in Eritrea e in Sudan.