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  • venerdì 26 luglio 2019

Nel 2016 la Russia interferì con i sistemi di voto in tutti e 50 gli stati americani, secondo una commissione parlamentare statunitense

La commissione dell’Intelligence del Senato degli Stati Uniti ha concluso che la Russia interferì nelle elezioni presidenziali del 2016 in tutti e 50 gli stati, in un’operazione molto più vasta di quella di cui si era a conoscenza finora. Il rapporto compilato dalla commissione ha concluso che non ci sono prove che gli hacker russi abbiano effettivamente cambiato i voti, ma in alcuni stati – come l’Illinois – avevano ottenuto la possibilità di alterare i registri elettorali. Il rapporto, che contiene alcune varie raccomandazioni per le prossime elezioni presidenziali, è stato censurato in varie parti dalle agenzie di intelligence per non compromettere indagini in corso.

L’ex procuratore speciale Robert Mueller, la cui indagine aveva accertato una volta per tutte l’intensa e sistematica attività di interferenza russa nella politica statunitense, pochi giorni fa l’aveva definita una delle più grandi minacce della storia degli Stati Uniti, che peraltro sta ancora proseguendo.

Un seggio in Illinois. (Scott Olson/Getty Images)

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