• Moda
  • giovedì 20 giugno 2019

La sfilata di Valentino, per viaggiatori immaginari

Tra le più apprezzate della Settimana della moda di Parigi, con stampe di draghi e paesaggi immaginari disegnate dall'artista Roger Dean

Un dettaglio della collezione primavera/estate 2020 disegnata da Pierpaolo Piccioli per Valentino, Parigi, 19 giugno 2019 (EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON)

Una delle sfilate più apprezzate alla Settimana della moda maschile di Parigi, in corso dal 18 al 23 giugno, è stata quella della collezione primavera/estate 2020 del marchio italiano Valentino, disegnata dal direttore creativo Pierpaolo Piccioli. Piccioli è considerato tra i migliori stilisti in circolazione, per la raffinatezza dei tagli, la mescolanza con l’haute couture (l’alta moda), per la creatività e la capacità di parlare, attraverso gli abiti, del mondo fuori. Questa collezione è stata definita una “utopia esotica“, una mescolanza di alto e basso e di culture diverse, dove un abito tradizionale del Maghreb viene affiancato a un paio di pantaloni grigi e sartoriali: «è un viaggio immaginario» ha spiegato Piccioli. «Mi piace l’idea di mischiare lo stile psichedelico, quello sartoriale e lo streetwear» (il modo di vestire della strada, fatto di felpe, pantaloni larghi, magliette e sneaker).

Camicie e capi sportivi erano addolciti da stampe floreali e da disegni di draghi, alberi e foreste realizzati apposta dall’artista britannico Roger Dean, famoso per aver realizzato molte copertine dei dischi degli Yes, mentre i modelli portavano catenine di corallo al collo e grossi zaini in mano.

«Ho iniziato la collezione con questa idea di fuga mentale, di viaggiare con la mente per non avere confini, senza un posto reale in cui andare se non più profondamente dentro di te, forse in mondi immaginari» ha detto Piccioli, citando anche Emilio Salgari, che senza spostarsi dall’Italia inventò storie di pirati e avventure in Malesia e nelle Antille. «Sento che è importante andare a fondo di te stesso per essere chi vuoi veramente, in un mondo senza confini. Per me la libertà è ancora il messaggio politico più importante».

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