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  • Mercoledì 5 giugno 2019

Il sonno guarisce ogni cosa

(Kevin Frayer/Getty Images)
(Kevin Frayer/Getty Images)

«Dormire mi sembrava produttivo, come se qualcosa venisse risolto. Sapevo in fondo al cuore – e questa era forse l’unica cosa che sapevo in quel periodo – che se fossi riuscita a dormire abbastanza sarei stata bene. Mi sarei sentita rinata, nuova. Avrei potuto diventare un’altra persona, ogni cellula rigenerata tante volte così che quelle vecchie sarebbero state solo memorie sfocate, distanti. La mia vita passata sarebbe stata solo un sogno, e avrei potuto ricominciare senza rimpianti, rafforzata dalla beatitudine e dalla serenità accumulata nel mio anno di riposo e oblio»

Ottessa Moshfegh, Il mio anno di riposo e oblio (My year of rest and relaxation), pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2018 nella traduzione di Gioia Guerzoni

Negli Stati Uniti è stato uno dei romanzi del 2018, in Italia è stato appena pubblicato. Racconta la storia di una ragazza che con l’aiuto di una psicologa poco professionale si fa prescrivere dei farmaci per dormire il più possibile e passa un intero anno, il 2000, più o meno facendo solo quello. Ottessa Moshfegh è nata a Boston nel 1981 ed è tra le scrittrici statunitensi più promettenti. Il suo romanzo d’esordio, Eileen (2015), fu tra i finalisti del Man Booker Prize, il più importante premio letterario assegnato in Regno Unito alla narrativa in inglese. Nel 2018 Feltrinelli ha pubblicato una raccolta di 14 racconti, Nostalgia di un altro mondo, uscita negli Stati Uniti l’anno precedente con il titolo Homesick For Another World.

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