Gli scontri a Firenze durante il comizio di Salvini

Circa duemila persona protestavano contro il ministro dell'Interno, un centinaio di loro ha cercato di sfondare il cordone della polizia: le foto

La polizia usa il manganello contro un manifestante, Firenze, 19 maggio 2019 
(ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI)
La polizia usa il manganello contro un manifestante, Firenze, 19 maggio 2019 (ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI)

Domenica 19 maggio almeno 2 mila persone a Firenze hanno contestato il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che si trovava in città per un comizio elettorale. Salvini avrebbe dovuto iniziare a parlare alle ore 21.00 in Piazza Strozzi per concludere la campagna elettorale in vista delle elezioni europee, ma a circa 50 metri, in Piazza della Repubbblica, centinaia di manifestanti si sono radunati e alcuni di loro hanno tentato di forzare l’accesso per arrivare al luogo del comizio, sfondando il cordone di polizia. Gli agenti, con scudi e manganelli, hanno caricato i manifestanti quattro volte per riprendere il controllo della situazione. L’intervento di Salvini è stato a quel punto ritardato.

La manifestazione di protesta era stata organizzata da Iam (Iniziativa antagonista metropolitana), Cua (Collettivo universitario autonomo), Cas (Collettivo antagonista studentesco) e dal Collettivo femministe Spine. I e le manifestanti hanno cantato “Bella ciao”, hanno gridato cori contro Salvini e mostrato vari cartelli di contestazione.

Intorno alle 23, i manifestanti hanno iniziato a lasciare la piazza, mentre un centinaio di persone ha sfilato in corteo controllato da polizia e carabinieri.