Le vendite di Maserati sono diminuite parecchio

Per rimediare l’azienda amplierà la sua offerta con una nuova macchina sportiva, un nuovo "crossover SUV" e versioni elettriche di modelli esistenti

Maserati, l’azienda automobilistica italiana controllata da Fiat Chrysler, ha subito un calo delle vendite del 30% nel 2018 rispetto all’anno precedente, passando da 51.500 a 34.900 macchine vendute. L’utile operativo è sceso da 560 milioni di euro a 151 in un anno. Per rimediare l’azienda ha dichiarato che amplierà la sua offerta con una nuova macchina sportiva che può raggiungere i 300 km/h e un nuovo “crossover SUV”. I crossover SUV sono modelli versatili che hanno caratteristiche sia da station wagon che da fuoristrada. Verranno inoltre introdotte versioni elettriche di modelli già sul mercato e verrà estesa la rete di rivenditori in Cina e Stati Uniti.

Maserati fu fondata a Bologna nel 1914 da Alfieri Maserati, pilota e imprenditore automobilistico. L’azienda ha una storia sia da produttrice di macchine sportive di lusso sia da squadra motoristica. Il marchio Maserati celebre nel mondo è il tridente che riprende quello della statua del Nettuno di Piazza Maggiore a Bologna; anche i colori del logo Maserati rimandano alla città di Bologna: il rosso e il blu.

Durante gli anni Trenta l’azienda venne venduta ad una famiglia modenese che divise Maserati in “Officine Alfieri Maserati” per le corse e “Fabbrica candele Maserati” per la produzione di candele e batterie. Negli anni Sessanta fu acquistata da Citroën, ma ebbe delle difficoltà e l’azienda francese ne annunciò la liquidazione. Maserati venne salvata grazie all’intervento di associazioni di industriali e poi acquisita dal gruppo Fiat nel 1993.
Ceduta a Ferrari nel 1997, fu ripresa dal gruppo Fiat nel 2005. Dopo l’incorporazione di Maserati nella stessa famiglia di Ferrari, la storica competizione fra i due brand diminuì, anche a causa delle differenze di prezzo e performance (una Ferrari può costare più di 200mila euro e una delle più grandi berline Maserati può essere comprata per la metà).

(AP Photo/NewsBase)

Dai primi anni Duemila l’azienda ebbe una ripresa e una progressiva espansione nei mercati esteri, con l’introduzione di nuovi modelli Spyder, Coupé, Quattroporte e GranTurismo.
Durante tutto il 2017, le vendite di modelli Maserati erano cresciute fino a toccare le 50mila unità con un aumento del profitto per l’azienda del 14%, il doppio rispetto ad altre società Chrysler. Le vendite andavano molto bene soprattutto nel mercato americano e cinese. Ma nel 2018, il calo della domanda nel mercato automobilistico in Cina e la diminuzione generale di interesse dei consumatori nei confronti di berline nei vari mercati hanno avuto conseguenze negative sulle vendite della società. Nel 2018 in Cina, le vendite del mercato automobilistico sono diminuite del 2.8%, quelle di Maserati più del 50%.

Il trend sta continuando nel 2019: le vendite registrate nei primi due mesi sono state il 15% in meno rispetto a un anno prima. Anche se da qualche anno il mercato statunitense è diventato il più proficuo per Maserati al posto della Cina, le vendite sono calate anche negli Stati Uniti. Il Wall Street Journal segnala che anche se le vendite dell’azienda sono calate globalmente, il numero di rivenditori sul territorio è aumentato sia in Cina che negli Stati Uniti. Le prospettive del mercato nel breve termine, scrive il Wall Street Journal, sembrano riconfermare il disinteresse dei consumatori nei confronti delle berline, soprattutto negli Stati Uniti, dove erano sempre state un modello diffusissimo e tradizionale.

Mike Manley, attuale CEO di Fiat nominato dopo la morte di Sergio Marchionne, si trova ora a gestire i cambi di preferenze dei consumatori e le vendite in calo di diversi brand Chrysler tra cui Alfa Romeo, Fiat e, appunto, Maserati. Nel tentativo di risollevare i volumi di vendita e rendere di nuovo i modelli attraenti per i consumatori, Manley ha anticipato che la situazione per Maserati non cambierà per la prima metà del 2019, fino a quando il mercato cinese dovrebbe incominciare a riprendersi.