Il ministero dell’Economia ha detto che sta cercando consulenti a titolo gratuito (ma non è così strano)

Leggi, regolamenti e circolari specificano quando e perché si può fare: serve soprattutto a evitare che i pensionati vengano pagati per lavorare al posto dei giovani

Lo scorso 27 febbraio il ministero dell’Economia ha pubblicato un concorso per assegnare un incarico di consulenza al dipartimento del Tesoro. La notizia è stata ripresa con toni molto critici da numerosi siti internet e giornali, poiché il concorso dice che la consulenza non prevede un compenso. Il dipartimento, è scritto sul sito del ministero, ha bisogno di «un supporto tecnico a elevato contenuto specialistico» e «di professionalità altamente qualificate» per svolgere consulenze «a titolo gratuito».

La legge prevede il ricorso a incarichi a titoli gratuito in certe circostanze: i pensionati, per esempio, non possono svolgere consulenze se non in modo gratuito. Le ultime riforme in questo campo sono state fate dal ministro Marianna Madia nel 2014, durante il governo Renzi. Uno degli scopi della legge era evitare che i pensionati venissero pagati per svolgere mansioni che potevano essere affidate a persone più giovani. Il più famoso pensionato che lavora oggi a titolo gratuito è probabilmente il direttore di Rai Due Carlo Freccero, a cui la legge Madia impone un mandato della durata massima di un anno e privo di compenso.

Il bando del ministero dell’Economia non è esplicitamente rivolto ai pensionati, ma lo stesso vale per altri concorsi per consulenze o altri incarichi a titolo gratuito presenti sui siti dei ministeri (qui uno pubblicato nel 2016 dal ministero dell’Interno), oltre agli elenchi dei consulenti che attualmente stanno lavorando senza compenso (qui per esempio l’elenco di quelli del ministero dei Beni culturali). Una delle ragioni per cui si affidano consulenze a pensionati è affiancare un dirigente esperto andato in pensione alla persona che gli subentra, in modo da agevolare il passaggio di consegne (qui si trova un caso del genere). Il Post ha contattato il ministero dell’Economia per avere altre informazioni ed è in attesa di una risposta.

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