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  • martedì 5 marzo 2019

Il Pakistan ha arrestato 44 persone con l’accusa di far parte di bande armate, dopo l’attentato del 14 febbraio in Kashmir

Il governo del Pakistan ha comunicato che 44 persone sono state arrestate con l’accusa di far parte di vari gruppi armati; tra questi ci sono anche alcuni membri del gruppo Jaish-e-Mohammed, tra cui il fratello e il figlio del suo fondatore Masood Azhar. L’operazione è legata alla crisi col Kashmir tornata attuale negli ultimi giorni: secondo il governo indiano, infatti, dietro quei gruppi estremisti operanti in Kashmir ci sarebbe il Pakistan, accusato di appoggiare da anni Jaish-e-Mohammed, che ha rivendicato il grande attentato di giovedì 14 febbraio. Azhar è un religioso musulmano che nel 1999 fu scarcerato dal governo indiano in cambio della liberazione dell’equipaggio e dei passeggeri dell’aereo della Indian Airlines sequestrato da un gruppo estremista del Kashmir.

Jaish-e-Mohammed, che nel corso degli anni si è reso responsabile di diversi attacchi in India, è stato formalmente messo fuori legge dal governo pakistano, ma secondo diversi esperti ancora oggi continua ad operare e raccogliere fondi in Pakistan con l’appoggio dei servizi segreti. Il Pakistan ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attentato di giovedì; oggi il ministro degli Interni ha detto che le persone arrestate saranno detenute per almeno 14 giorni, e resteranno in custodia solo se nel frattempo dovessero emergere prove tali da giustificare un processo.

Un militare indiano a Srinagar, nel Kashmir (AP Photo/ Dar Yasin)

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