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  • venerdì 15 febbraio 2019

Un tribunale pakistano ha assolto i familiari di Sana Cheema

Un tribunale in Pakistan ha assolto i familiari di Sana Cheema, la donna italiana di origini pakistane che viveva a Brescia, morta in circostanze poco chiare durante un soggiorno nel suo paese d’origine lo scorso aprile. Secondo la famiglia, Cheema era morta in un incidente domestico, ma il Giornale di Brescia, che si era occupato da subito del caso, aveva scritto che dall’autopsia effettuata dalle autorità pakistane su pressione di quelle italiane risultava che Cheema fosse morta per strangolamento. Secondo le prime ricostruzioni Cheema, che aveva 26 anni, era stata uccisa perché si era opposta a un matrimonio combinato. Il padre aveva poi confessato di essere il responsabile dell’omicidio ed era stato fermato assieme al fratello e allo zio della ragazza, ma tutti gli 11 indagati sono stati assolti dal tribunale distrettuale di Gujrat, nel Nord-Est del Pakistan. Per il giudice non c’erano prove sufficienti né testimoni dell’accaduto.

(ANSA)

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