La nomina fulminea di Martin Selmayr a segretario generale della Commissione europea non ha rispettato le leggi europee, dice un’indagine dell’UE

La mediatrice europea Emily O’Reilly ha chiuso definitivamente il caso relativo al cosiddetto “Selmayr gate”, uno scandalo di cui si era parlato molto nel marzo scorso e che aveva riguardato il principale collaboratore del presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker. La polemica era iniziata dopo la fulminea e misteriosa nomina dell’avvocato tedesco Martin Selmayr a segretario generale della Commissione europea, ovvero l’incarico non politico più importante di tutta l’Unione Europea (qui c’è la versione lunga della storia). Dopo mesi di indagini, O’Reilly ha sostenuto che la nomina di Selmayr «non ha rispettato le leggi europee né nella forma né nella sostanza, e non ha rispettato le regole della Commissione». O’Reilly ha inoltre raccomandato alla stessa Commissione di mettere a punto una procedura specifica per la nomina del segretario generale, diversa da quella prevista per figure di altro genere.

La Commissione ha risposto dicendo di non essere d’accordo con le conclusioni di O’Reilly e ha detto che Selmayr ha tutti i requisiti per continuare a ricoprire l’incarico. Selmayr, quindi, non verrà sostituito.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker (a destra) e il segretario generale Martin Selmayr (AP Photo/Olivier Matthys)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.