I 10 documentari candidati agli Oscar

Lungometraggi e cortometraggi, con tante storie notevoli e alcuni anche disponibili online

Il premio Oscar al miglior documentario viene assegnato dagli anni Quaranta e negli ultimi quattro anni è stato vinto da IcarusO.J.: Made in America, Citizenfour (sulla vita di Edward Snowden) e Amy, sulla cantante britannica Amy Winehouse. In questi ultimi anni è capitato piuttosto spesso che l’Oscar per il miglior documentario andasse a film che parlavano di persone famose o temi molto d’attualità: Una scomoda verità parlava del riscaldamento globale, Bowling a Columbine di Stati Uniti e armi, Inside Job della recessione economica e di questioni finanziarie.

I candidati di quest’anno sono Free Solo, RBG, Of Fathers and Sons, Minding the Gap e Hale County This Morning, This Evening. Parlano di: arrampicata, di una giudice della Corte suprema, della famiglia di un estremista islamico, di skateboard (ma non solo) e di una comunità di neri a Hale County, in Alabama. Li abbiamo raccolti qui, spiegando di cosa parlano.

Più avanti ci sono anche i cinque film candidati per il miglior cortometraggio documentario: parlano di migranti, di nazisti americani negli anni Trenta, di mestruazioni in India, di una clinica che assiste le persone negli ultimi momenti della loro vita e della vita di un adolescente nero che diventa amico di alcuni ragazzi razzisti.

Molti ancora non si possono vedere in Italia e per trovarli bisogna fare un po’ di fatica, ma ci sono comunque i trailer per capire se vale la pena di cercarli.

Free Solo

L’ha prodotto National Geographic e racconta una scalata in free solo (cioè slegato, senza corde o protezioni) di Alex Honnold, il più forte di sempre in questa disciplina. La via scalata da Honnold nel film si chiama Freerider e si trova lungo una parete alta circa 900 metri nel parco nazionale di Yosemite.

Free Solo uscirà in alcune sale italiane il 19 febbraio e si potrà in seguito vedere sul canale di National Geographic.


Hale County This Morning, This Evening

Dura meno di ottanta minuti ed è stato fatto a partire da circa 1.300 ore di immagini girate nell’arco di molti anni. Parla dei neri che vivono a Hale County, in Alabama ed è un documentario fatto di tanti frammenti delle loro vite. Glenn Kenny ha scritto sul New York Times che «contiene interi mondi» e su Village Voice Blige Ebiri ha scritto che è un film «con una prospettiva impressionistica».

Minding the Gap

Parla di alcuni amici di Rockford, in Illinois, con una comune passione per lo skateboard. Ma non è un film sullo skateboard, perché parla anche della vita dei tre protagonisti e delle loro complicate situazioni familiari. Il regista, Bing Liu, è uno degli amici. È insomma un film su come un gruppo di persone, alcune delle quali unite dallo skateboard, sono cresciute. Alissa Wilkinson di Vox l’ha definito «uno dei migliori film dell’anno».

Of Fathers and Sons

L’ha diretto il regista siriano Talal Derki, che è riuscito a entrare in contatto con Abu Osama, uno dei fondatori del Fronte al Nusra, un gruppo terroristico affiliato ad Al Qaida. Il documentario parla tra le altre cose di come Abu Osama prova a indottrinare i figli, mandando i due più grandi a una sorta di campo di allenamento militare.

RBG

R, B e G sono le iniziali di Ruth Bader Ginsburg, che ha 85 anni e dal 1993 è tra i giudici della Corte suprema degli Stati Uniti. Ginsburg è la più anziana tra i giudici della Corte suprema, la seconda donna e la prima di religione ebraica. Il documentario racconta la sua vita. Slate ha scritto che è però «molto più della prevedibile storia di chi era è di chi è diventata», perché «è un monumento a un’eredità legale che va oltre la sua vita e ha cambiato una nazione».

MIGLIORI CORTOMETRAGGI DOCUMENTARI

Black Sheep

Parla di una madre che dopo l’omicidio di un bambino di 10 anni decide di cambiare casa trasferendosi insieme al figlio da Londra all’Essex, nel sud dell’Inghilterra. Il film racconta cosa è successo, nell’arco di 15 anni, alla vita del figlio di questa donna. Il documentario è stato prodotto dal Guardian e si può vedere tutto qui:

End Game

Parla di una clinica di San Francisco e di come gestisce gli ultimi giorni e le ultime ore di vita dei suoi pazienti. Dura 40 minuti e si può vedere su Netflix.


Lifeboat

Parla di una missione di salvataggio di una delle barche della ong Sea-Watch, di cui si è parlato molto negli ultimi mesi. L’ha diretto Skye Fitzgerald, regista di 50 Feet from Syria. 


A Night at the Garden

Il 20 febbraio 1939 più di 20mila persone si riunirono a Madison Square Garden, a New York, per celebrare il nazismo. Il documentario è fatto con immagini di quel giorno, mostra quello che successe e che venne detto. Dura sette minuti:


Period. End of Sentence.

È ambientato in un villaggio dell’India rurale e racconta il grande problema delle discriminazioni nei confronti delle ragazze e delle mestruazioni. In particolare, il film mostra cosa succede dopo che viene installato una sorta di distributore di assorbenti. “Period” in inglese vuol dire sia “punto” (quello alla fine di una frase) che “ciclo mestruale”. “Sentence” vuol dire sia “sentenza” che “frase”.

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