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  • mercoledì 28 novembre 2018

La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per 2,6 milioni di euro al presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha disposto il sequestro di beni pari a 2,6 milioni di euro appartenenti a Massimo Ferrero, imprenditore romano e proprietario della Sampdoria. Ferrero sarebbe coinvolto in un’indagine del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria in cui i reati ipotizzati sarebbero appropriazione indebita, truffa, emissione e utilizzo di fatture false, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. Secondo gli investigatori, dalle finanze della squadra sarebbero spariti 1,2 milioni di euro dal ricavato complessivo della vendita del centrocampista Pedro Obiang al West Ham avvenuta nel 2015. I soldi sarebbero stati sottratti alla società utilizzando fatture false emesse da una società riconducibile a Ferrero ma amministrata da un altro soggetto e riutilizzati successivamente per altri scopi.

Massimo Ferrero ha 66 anni, è un produttore cinematografico molto colorito e sopra le righe, cosa che lo ha fatto diventare in breve tempo un personaggio molto popolare nel calcio italiano. Ferrero è proprietario di una sessantina di sale cinematografiche, tra cui il cinema Adriano a Roma; è anche stato proprietario di Livingston Energy Flight, una compagnia di aerei charter che faceva capo all’agenzia “Viaggi del Ventaglio”, società fondata nel 1987 e quotata in borsa nel 2001, ma fallita nel 2010 in seguito a una grave crisi finanziaria. Ferrero fu poi condannato in primo grado, dopo aver patteggiato, per bancarotta fraudolenta.

Nel 2014 comprò la Sampdoria dalla famiglia Garrone senza spendere un euro, sfruttando poi le risorse lasciate dalla precedente gestione. Nel 2015 circolò la notizia che la nuova proprietà fosse a corto di soldi, con i conti in rosso e la squadra vicina alla smobilitazione. La Sampdoria però diffuse un comunicato in cui spiegò che il presidente Ferrero confermava l’assoluta solidità economica del club.

(Vincenzo Livieri/LaPresse)

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