• Cultura
  • mercoledì 21 novembre 2018

Manuale illustrato di una confraternita americana

I rituali, le feste, l'alcol e la mascolinità tossica e pericolosa di cui si è spesso parlato, visti da molto vicino nelle foto di Andrew Moisey

The American Fraternity di Andrew Moisey, pubblicato da Daylight Books

Per diversi anni il fotografo Andrew Moisey ha frequentato e fotografato i ragazzi di una confraternita americana con un tema e uno scopo precisi: parlare della cultura di quell’ambiente, dei problemi che porta con sé e di come le confraternite siano l’incubatrice di una “mascolinità tossica”, come ha spiegato al TIME. Moisey, che ora lavora alla Cornell University di New York, aveva accesso alla confraternita in questione perché suo fratello minore ne faceva parte: le foto, che sono a tratti disturbanti, mostrano giovani maschi che bevono, fumano, fanno festa con altre ragazze. In molte immagini ci sono ragazzi nudi o con parti intime in vista. Si sa che le foto risalgono agli anni Duemila, che la confraternita faceva parte della Università della California, a Berkeley, che aveva come nome una lettera greca e che Mosey ha promesso alle persone ritratte negli anni, e con cui lui stesso ha instaurato rapporti di amicizia, che non avrebbe usato i loro nomi.

The American Fraternity: An Illustrated Ritual Manual, pubblicato da Daylight Books, è il libro che ne è uscito: unisce in un modo molto efficace le foto di Moisey a un vecchio manuale per confraternite, con rituali e cerimonie più antichi
A BuzzfeedNews Moisey ha spiegato di voler dare l’impressione di una sorta di “intimità scomoda”: «Sfogliando le pagine, ti stupirai dei rituali, delle cerimonie di iniziazione, dei testi storici e delle fotografie candide e spesso inquietanti. Comincerai a capire perché la confraternita del college non è una fase passeggera, ma la base storica di una roccaforte arrogante, sciovinista e maschilista – gli Stati Uniti moderni».

Le confraternite americane sono un tipo particolare di associazioni studentesche universitarie, i cui membri mantengono legami e rapporti anche dopo gli studi; sono associazioni molto chiuse e che spesso prevedono bizzarri rituali camerateschi e feste in cui si consuma molto alcol, come confermato da queste foto e dall’immagine che da anni ne arriva tramite film e commedie. Esistono in vari paesi al mondo, soprattutto quelli con una tradizione universitaria anglosassone, e creano problemi un po’ ovunque: negli Stati Uniti quelle maschili sono spesso associate alla “cultura dello stupro”, negli anni sono state accusate di incoraggiare una cultura misogina ed elitaria, e ci si è spesso chiesti se abolirle del tutto.

Moisey ha precisato di sapere che il suo libro non rappresenta l’intera esperienza di fare parte di una confraternita americana – c’è una buona fetta di modi del tutto innocui di passare tempo tra amici – , ma solo la parte di problema culturale che porta con sé. Ha deciso di sottolinearne gli aspetti ritualistici, e parlare delle confraternite sia come una delle fonti da cui nasce una cultura misogina, sia come l’ambiente da cui arrivano moltissimi leader. Per evidenziare l’importanza che hanno nella cultura americana e nell’accogliere i leader del futuro, alla fine del libro Moisey ha inserito un elenco di presidenti degli Stati Uniti, giudici della Corte Suprema e persone rilevanti che hanno fatto parte di una confraternita.

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