È il momento di comprare un calendario dell’avvento

Esistono dall'Ottocento e come tante altre cose natalizie – dagli abeti a Babbo Natale – non hanno origine cattolica

(Patrick Pleul/picture-alliance/dpa/AP Images)

È quel periodo dell’anno in cui molte persone cominciano a pensare a come addobbare la propria casa in vista di Natale e molte altre si lamentano perché è ancora novembre e già si cominciano a vedere decorazioni e lucine natalizie. Per chi fa parte della prima categoria è anche il momento di scegliere (o costruire) un calendario dell’avvento, uno di quei calendari che vanno dal primo al 24 dicembre (più o meno il periodo dell’avvento appunto) e per ogni giorno hanno una finestrella che nasconde una piccola immagine o uno scomparto che contiene un cioccolatino o un piccolo regalo. Generalmente sono oggetti pensati per i bambini – creano attesa per il Natale e al tempo stesso aiutano a gestire l’impazienza – ma ne esistono anche molte versioni per adulti, comprese quelle in cui le sorprese sono birre artigianali o sex toy: hanno una storia abbastanza recente (comincia nell’Ottocento) e arrivano dalla Germania.

La storia dei calendari dell’avvento
Inizialmente i calendari dell’avvento – Adventskalender per fedeltà alla loro origine – erano una tradizione casalinga: non si sa bene chi se li sia inventati ma si sa che già a metà Ottocento, nelle famiglie tedesche protestanti, si usavano i gessetti per tener conto dei giorni che mancavano al Natale o si appendevano delle figure colorate per ogni giorno dell’avvento. La tradizione è descritta anche nel romanzo di Thomas Mann I Buddenbrook (1901), in una parte ambientata nel 1869:

«Fra tali circostanze giunse questa volta la festa di Natale, ed il piccolo Johann, con l’aiuto del calendario a fogli che Ida gli aveva preparato, sul cui ultimo foglio era disegnato un abete, inseguiva con il cuore palpitante l’avvicinarsi di quel giorno incomparabile».

Erano anche diffusi gli orologi dell’avvento e le candele dell’avvento, tuttora usate sia in Germania che in Danimarca, da cui ebbero origine: sono candele su è indicata una serie di tacche numerate; le si accende per la prima volta il primo dicembre e le si fa bruciare fino a che raggiungono la tacca del 2 dicembre e così per tutti i giorni successivi.

Secondo la studiosa di folklore tedesco Esther Gajek, il primo calendario dell’avvento prodotto per essere venduto risale al 1908: lo commercializzò a Monaco di Baviera l’editore Gerhard Lang, che lo chiamò semplicemente calendario di Natale. Non aveva ancora le finestrelle da aprire giorno per giorno: Lang le aggiunse negli anni Venti. Dietro le finestrelle c’erano immagini a tema religioso, anche se Lang ideò il calendario ispirandosi a quello che suo madre faceva per lui e i suoi fratelli da bambini che non nascondeva immagini ma dolcetti. Il calendario dell’avvento di Lang ebbe moltissimo successo e negli anni propose una serie di modelli diversi, sempre più colorati, e in alcuni casi con immagini, anche da tagliare e incollare, non religiose. Con il successo vennero anche le imitazioni e nel tempo il calendario dell’avvento divenne una tradizione che si diffuse in tutta la Germania e in altri paesi. Negli anni del nazismo era così diffuso che ne venne fatta una versione più adeguata all’ideologia del regime con immagini della mitologia germanica al posto di quelle cristiane.

Un articolo del quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung spiega che il primo calendario dell’avvento con i cioccolatini dietro le finestrelle – forse la versione più diffusa – fu messo in vendita nel 1958. Da allora di calendari dell’avvento che contengono piccoli oggetti ne sono stati fatti tantissimi, molti dei quali sono troppo grandi e pesanti per essere appesi a un muro. In Germania continuano a piacere molto e le vendite sono in aumento. Dal 2014 al 2016 sono passate da 75 a più di 90 milioni di euro: i calendari dell’avvento sono tra i prodotti natalizi più venduti. Nel 2017 l’associazione tedesca di produttori di dolci Sweet Global Network ha detto che oggi vengono venduti più calendari per l’avvento per adulti che per bambini, nonostante i primi costino molto di più, anche più di 100 euro. Tra quelli che hanno più successo ci sono quelli che contengono piccole confezioni di cosmetici e prodotti per la pelle: se ne trovano anche in Italia, ad esempio nelle profumerie Sephora e nel negozio online Asos, i cui calendari dell’avvento contengono prodotti di vari marchi.

Calendari dell’avvento che si possono acquistare online
Pensando soprattutto ai bambini (e agli adulti che si sentono poco adulti) la redazione del Post ha messo insieme una lista di calendari dell’avvento che si possono comprare online e dovrebbero arrivare in tempo per il primo dicembre. E se non arrivano in tempo, sorprese doppie per qualche giorno.

Il primo è quello delle caramelle gommose Haribo, che su Amazon si trova a 20 euro, per quelle persone a cui non piacciono i cioccolatini, se esistono. Non è propriamente a tema natalizio, ma piuttosto invernale.

Sulle scelte genitoriali che riguardano i calendari dell’avvento che contengono piccoli giocattoli e sui regali di Natale ai bambini in generale i redattori del Post non prendono posizioni. Per chi è favorevole hanno comunque selezionato due calendari di questo tipo, belli per i bambini ma anche per gli adulti. Il primo è quello di LEGO, o meglio quelli di LEGO, che ne fa tanti diversi: ce ne sono a tema Star Wars (ad esempio questo a circa 30 euro su Amazon) e uno più natalizio, della linea LEGO City (circa 20 euro).

Gli altri calendari dell’avvento piaciuti molto ai redattori sono quelli di Schleich, l’azienda tedesca che produce statuine di animali (e non solo) molto realistiche. C’è il calendario dell’avvento a tema fattoria, per esempio, e quello con gli animali selvatici. Costano circa 30 euro su Amazon: si possono già prenotare ma saranno disponibili dalla settimana prossima.

Passando ai calendari dell’avvento per adulti e in particolare tra quelli che contengono prodotti cosmetici, quelli un po’ più adatti a un maggior numero di persone sono probabilmente quelli con gli smalti per unghie, dato che vanno bene per tutti i tipi di unghie. C’è per esempio quello di Essie; costa di più rispetto ai calendari precedenti (65 euro), ma in generale quelli per adulti hanno prezzi più alti.

Un calendario che invece contiene oggetti un po’ più utili è quello di Happy Socks, cioè di calzini. Per chi da un po’ di tempo rimanda il momento di gettare via quelli usurati e con qualche buchino ed è disposto a fare un investimento importante per risolvere il problema per un bel po’. C’è per chi ha una taglia compresa tra il 36 e il 40 e per chi invece porta un numero di scarpe dal 41 al 46.

Forse però i calendari dell’avvento più belli sono quelli che ci si fa da sé, riempiendo ogni anno gli scomparti di un calendario riutilizzabile, con cioccolatini, bigliettini e, magari, mandarini che mangiare frutta fa bene. Per chi volesse avviare questa tradizione in casa propria, ci sono vari modelli in giro. Su Dmail (un sito e una catena di negozi simili a Flying Tiger) ce ne sono vari: per esempio uno molto semplice “a mollette” e uno di feltro da appendere, a forma di albero di Natale o di Babbo Natale.

***

Disclaimer: su alcuni dei siti linkati negli articoli della sezione Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di più, e migliori.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la newsletter, una quota minore di inserzioni pubblicitarie, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.