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  • martedì 25 settembre 2018

Un video virale, quattro omicidi e un’indagine

Come BBC ha scoperto – usando per lo più risorse online accessibili a tutti – le circostanze e i presunti responsabili dell'uccisione di due donne e due bambini piccoli

Un pezzo della ricostruzione di BBC sul video degli omicidi in Camerun (Account YouTube di BBC

BBC Africa ha ricostruito in un video e poi in una serie di tweet i fatti mostrati in un video diventato virale nel luglio 2018 che mostra l’uccisione di due donne e due bambini piccoli, senza che fossero noti ulteriori dettagli su quando e dove quel video fosse stato girato, e sulle circostanze di quegli omicidi. Nel video si vedono alcuni uomini in divisa militare e armati portare le due donne e i due bambini al lato di una strada sterrata, farli inginocchiare, bendarli e poi ucciderli. La versione del video ripubblicata da BBC Africa, che anticipa una notevole e dettagliata ricostruzione geografica e temporale di quanto successo, è stata tagliata alla fine per non mostrare le immagini più violente, ma rimane comunque molto impressionante. Sembra che gli uomini sospettassero che le due donne e i due bambini avessero qualche legame con il gruppo terroristico Boko Haram.

L’accurato lavoro di ricostruzione di BBC Africa è stato importante per due ragioni: perché ha contribuito a trovare i responsabili dell’uccisione delle due donne e dei due bambini, e perché ha mostrato come sia possibile fare un lavoro giornalistico di grande rilevanza usando strumenti come Google Earth e altro materiale disponibile in rete e accessibile a tutti.

Dopo la diffusione del video virale, racconta BBC, diverse persone sui social network avevano sostenuto che le uccisioni fossero avvenute in Camerun, mentre altri avevano invece ipotizzato in Mali. A luglio il governo camerunense aveva negato qualsiasi coinvolgimento dei suoi militari: aveva sostenuto che le armi che si vedevano nel video non erano in dotazione del suo esercito, così come quel tipo di divise militari; il governo si chiedeva inoltre come mai i soldati filmati non fossero in tenuta da combattimento, suggerendo che questo particolare era un altro argomento per escludere il coinvolgimento dell’esercito camerunense.

BBC ha smentito però la versione del governo camerunense. Per prima cosa ha usato i primi 40 secondi del video per tracciare il profilo delle montagne che si vedono sullo sfondo: grazie all’aiuto di una fonte camerunense e all’uso di Google Earth, BBC ha scoperto che il video era stato girato nel nord del Camerun, su una strada sterrata appena fuori da una città chiamata Zelevet, vicino al confine con la Nigeria, una zona dove l’esercito camerunense è impegnato da tempo nella lotta contro il gruppo terroristico Boko Haram.

Con l’aiuto di alcune immagini satellitari, BBC ha collocato geograficamente gli edifici, le piante e le strade che si vedono nel video, confermando l’intuizione precedente e fornendo coordinate precise su dove erano avvenute le uccisioni.

Il secondo passo è stato capire quando fossero state uccise le due donne e i due bambini. Per farlo, BBC ha studiato altri dettagli: ha scoperto che le immagini erano state girate dopo il novembre 2014, per la presenza nel video di un muro che prima di allora non era ancora stato costruito, ma prima del febbraio 2016, per l’esistenza di un edificio che poi fu demolito.

BBC ha poi ristretto ulteriormente il campo temporale tra il 20 marzo e il 5 aprile 2015: ha osservato come un sentiero visibile nel video appaia nelle immagini satellitari solo durante la stagione secca, tra gennaio e aprile, e ha studiato l’angolatura delle ombre dei soldati sul terreno.

Stabilito dove e quando, BBC ha poi lavorato su chi fossero gli uomini del video. Per prima cosa ha osservato che le armi visibili erano Zastava M21, fucili d’assalto prodotti in Serbia: nonostante siano piuttosto rari nell’Africa subsahariana, ha scritto BBC, sono in dotazione di alcune divisioni dell’esercito camerunense, a differenza di quanto sostenuto dal governo del paese.

Anche il tipo di divise mostrate era già stato visto in passato addosso a soldati camerunensi della zona di Zelevet, come dimostrano alcune immagini trovate su Facebook dai giornalisti di BBC.

Inoltre, ha specificato BBC rispondendo a un’obiezione del governo camerunense, il motivo per cui i soldati non erano in tenuta da combattimento è che non erano di pattuglia nel momento delle uccisioni. I soldati si trovavano a poche centinaia di metri da una base militare che nel 2015 fu ripresa in un video del canale britannico Channel 4 News.

Ad agosto il governo camerunense ha rivisto la sua versione dei fatti: «Dopo avere negato per settimane che questi omicidi fossero avvenuti in Camerun, il ministro della Comunicazione ha annunciato che sette membri dell’esercito erano stati arrestati e erano sotto indagine». Grazie a successive ricerche, BBC ha identificato i tre uomini che avevano ucciso le due donne e i due bambini, trovando riscontri anche dalla lista di soldati indagati diffusa dal governo del Camerun. Gli uomini sono stati identificati usando Facebook e una fonte interna all’esercito camerunense, che però BBC non ha voluto identificare.

Il governo camerunense ha specificato che gli uomini accusati degli omicidi saranno sottoposti a un processo giusto e che anche per loro vale il principio di presunzione d’innocenza. «Le due donne uccise fuori Zeletev non furono sottoposte ad alcun processo. La presunzione di innocenza non fu estesa ai bambini che morirono con loro», ha concluso BBC.

L’inchiesta di BBC è stata mostrata anche in un video pubblicato sul canale YouTube della testata britannica.

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