La scrittrice Jhumpa Lahiri fotografata da Marco Delogu (Circolo dei lettori)

Jhumpa Lahiri al Circolo dei Lettori

È il primo degli incontri della ricca rassegna "Giorni selvaggi": racconterà il suo nuovo romanzo insieme a Nicola Lagioia

La scrittrice Jhumpa Lahiri fotografata da Marco Delogu (Circolo dei lettori)

Zadie Smith, Jonathan Coe, Jhumpa Lahiri, Miriam Toews e Luis Sepulveda basterebbero da soli a fare felice l’organizzazione di qualunque festival letterario dei molti in circolazione. Invece sono solo alcuni degli ospiti di una rassegna di incontri al Circolo dei Lettori di Torino – una delle molte cose che capitano al Circolo dei Lettori – che inizia lunedì e prosegue per tutto l’autunno. Si chiama Giorni Selvaggi ed è alla sua seconda stagione.

Il primo incontro, lunedì 10 settembre appunto, è con Jhumpa Lahiri, una scrittrice americana di origine bengalese che ormai da molti anni ha ottenuto grandi popolarità e apprezzamenti internazionali, e che ha scritto i suoi ultimi tre libri in italiano dopo aver imparato la lingua da adulta, abitando anche a lungo a Roma. L’incontro sarà nella sede del Circolo dei lettori a Torino, in via Bogino 9, alle 18: non bastasse, ci sarà anche lo scrittore Nicola Lagioia – che ha vinto il premio Strega nel 2015 ed è da due anni direttore del Salone del Libro di Torino – che parlerà con Lahiri del suo romanzo appena uscito per Guanda, Dove mi trovo.

Jhumpa Lahiri, in breve
Lahiri è nata nel 1967 a Londra ma ha vissuto per tutta l’infanzia e la giovinezza negli Stati Uniti. I suoi genitori sono originari del Bengala Occidentale, che è uno stato nord-orientale dell’India. “Jhumpa” inizialmente era il suo soprannome da bambina: la sua insegnante alla scuola materna si mise a chiamarla così in tutte le occasioni perché il suo nome per intero, Nilanjana Sudeshna, era troppo difficile da pronunciare. Il rapporto con il proprio nome ha poi ispirato a Lahiri il tema del suo primo romanzo, The Namesake (2003), pubblicato in italiano come L’omonimo e adattato nel film Il destino nel nome: il protagonista è un giovane americano figlio di genitori indiani che da adolescente comincia ad avere una relazione molto conflittuale con il proprio nome nato come soprannome – Gogol, dal famoso scrittore russo – e poi anche con il fatto di essere figlio di immigrati.

Oltre a L’omonimo, Lahiri ha scritto altri due romanzi: uno è Dove mi trovo, appena uscito, l’altro è La moglie, pubblicato nel 2013. Poi ci sono le raccolte di racconti, con i quali aveva avuto i suoi primi successi: L’interprete dei malanni, il suo libro d’esordio che le fece vincere il premio Pulitzer per la narrativa nel 2000, e Una nuova terra.

Lahiri cominciò a essere incuriosita dalla lingua italiana dopo aver visitato Firenze da neolaureata. Per impararlo prese prima lezioni private a New York e poi si trasferì a Roma insieme al marito e ai due figli. La prima cosa che ha scritto in italiano a essere pubblicata è stata In altre parole, che parla proprio della sua relazione con la lingua italiana. In italiano Lahiri ha anche scritto Il vestito dei libri, un altro breve saggio sulle copertine dei libri, e ora Dove mi trovo, che è ambientato in una città senza nome che assomiglia molto a Roma e parla di una donna che è senza famiglia e non si trova bene con i propri colleghi, e del suo rapporto con la propria solitudine.

Perché Giorni Selvaggi
Giorni Selvaggi è alla sua seconda edizione e il Circolo dei lettori la organizza insieme al Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti (COLTI), alla Scuola Holden (quella fondata da Alessandro Baricco), alle Biblioteche Civiche Torinesi e a TorinoReteLibri, che tiene insieme le biblioteche scolastiche. Per questo non tutti gli incontri saranno alla sede del Circolo, in via Bogino, ma anche in altri spazi, ad esempio le librerie o la stessa Scuola Holden. L’idea è che organizzare eventi culturali “in gruppo” e in diversi posti della città permetta di coinvolgere il maggior numero di persone, come ha spiegato lo stesso Nicola Lagioia, che ha collaborato all’organizzazione di Giorni Selvaggi. Inoltre molti autori che parteciperanno alla rassegna terranno anche delle lezioni agli studenti delle scuole superiori torinesi.

Il prossimo incontro, dopo quello con Jhumpa Lahiri, sarà con lo scrittore americano Chris Offutt, autore della raccolta di racconti Nelle terre di nessuno e del romanzo Country Dark. L’incontro sarà sabato 15 settembre alle 21 e si terrà nella libreria Luna’s Torta, in via Belfiore 50. A parlare con Offutt sarà lo scrittore Fabio Geda. A ottobre parteciperanno a Giorni Selvaggi la scrittrice britannica Zadie Smith ed Ezio Mauro, giornalista ed ex direttore di Repubblica; a novembre ci saranno di Jonathan Coe e Miriam Toews: qui trovate il calendario con tutti gli appuntamenti, in aggiornamento.