Andrea Mura e la politica in barca

Il velista e deputato del M5s accusato di assenteismo ha detto che la politica si fa «anche in barca» e che le polemiche sul suo stipendio sono «il solito discorso moralista della gente comune»

Da qualche giorno si sta parlando molto del deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Mura, dopo che il suo collega di Forza Italia Ugo Cappellacci lo aveva accusato di assenteismo in un post su Facebook. Mura, che è un bravo e noto velista, ha risposto alle accuse in un’intervista pubblicata oggi sulla Nuova Sardegna. Tra le altre cose, Mura ha spiegato che partecipa settimanalmente alle riunioni della Commissione Trasporti della Camera e che ogni giorno dedica diverse ore al suo lavoro di deputato, dal suo ufficio a Cagliari. Sulla questione dell’assenteismo, Mura ha detto che il suo partito sapeva dall’inizio che il suo impegno in Parlamento sarebbe stato limitato e che lui avrebbe continuato ad occuparsi della questione dell’inquinamento dei mari con il suo lavoro da velista.

A una domanda sul fatto che nonostante le molte assenza in Parlamento continui a ricevere lo stipendio e le indennità previste dalla legge, Mura ha risposto:

Si è vero, ma è probabile che quei soldi finiscano nel fondo microcredito istituito dal Movimento 5 Stelle. Ci sto pensando. In ogni caso non sono 20mila euro. E poi lei non immagina tutto quello a cui ho dovuto rinunciare per fare il parlamentare. Avrei guadagnato molto di più se avessi continuato a fare sempre e solo il velista. È il solito discorso moralista della gente comune: lo stato ti paga e tu devi andare in Parlamento. Ma, lo ripeto ancora una volta, l’attività politica non si svolge solo in Parlamento. Si può svolgere anche in barca, per il bene dell’umanità, proprio come faccio io.

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