Mumbai, India
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  • martedì 17 luglio 2018

Tutte le case famiglia dei Missionari della Carità in India saranno ispezionate, dopo le accuse di vendita di bambini

Mumbai, India

Il governo dell’India ha ordinato ispezioni in tutte le case famiglia del paese gestite dai Missionari della Carità, l’organizzazione cattolica fondata da madre Teresa di Calcutta, dopo che due impiegati – una suora e un operatore – sono stati accusati di vendere i bambini. Le due persone sono accusate di aver venduto almeno tre bambini e di aver provato a venderne un quarto, un bambino di due mesi e mezzo, per l’equivalente di circa 1.500 euro. Una coppia pensava che fosse una regolare adozione e che i soldi servissero per le spese mediche.

Alcuni leader politici locali sostengono che le accuse siano ingiuste e che si debbano a una persecuzione contro i cristiani da parte del partito di nazionalisti indù che governa la regione del Bengala Occidentale, dove sono avvenuti i fatti. I Missionari della Carità hanno interrotto il loro programma di adozioni ufficiali dopo che nel 2015 il governo ha permesso l’accesso alle adozioni anche ai single e alle persone separate o divorziate. Il processo per ottenere un’adozione regolare è lungo, costoso e richiede di avere a che fare con molti funzionari inefficienti e spesso corrotti; per questo, scrive il Guardian, c’è un florido mercato nero dei bambini del quale non si conoscono le dimensioni esatte.

Bambini giocano sul lungomare a Mumbai durante la stagione dei monsoni (AP Photo/ Rajanish Kakade)
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