Tre cose di David Lynch spiegate da David Lynch

In una specie di biografia ha raccontato com'è nata una scena di "Velluto blu", com'è stato conoscere Michael Jackson e perché c'è una rana-falena in "Twin Peaks"

È uscito Room to Dream, un libro che il regista David Lynch ha scritto insieme alla giornalista Kristine McKenna. Il libro – non si sa ancora se uscirà in italiano – unisce il racconto di McKenna, che ha intervistato più di 100 persone, e i ricordi di Lynch. Come ogni cosa che abbia a che fare con Lynch, anche il libro non è una normale biografia: Lynch a volte conferma le versioni raccolte da McKenna, in altre casi dice che le cose sono andate in modo diverso. Come hanno scritto gli autori, è comunque «un resoconto di cose che sono successe, non una spiegazione del loro significato». Il New York Times ha pubblicato tre brevi estratti del libro, in cui Lynch spiega come sono nate una scena di Velluto Blu, il trailer per un disco di Michael Jackson e una scena dell’ottavo episodio della nuova stagione di Twin Peaks.

“In dreams” in Velluto Blu
Velluto Blu uscì nel 1986 ed è uno dei più noti e apprezzati film di Lynch: inizia con un’indagine su un orecchio che porta alla scoperta di uno strano locale notturno, lo Slow Club, frequentato da gente strana e anche pericolosa. È un po’ un thriller psicologico e un po’ un horror, con molte cose surreali, inquietanti, oniriche e violente sparse qua e là. Lynch ha parlato della scena in cui, su invito di Frank (Dennis Hopper), Ben (Dean Stockwell) muove le labbra fingendo di cantare “In dreams” di Roy Orbison.

Lynch ha detto che nei piani iniziali la canzone avrebbe dovuto cantarla Hopper. Poi lui vide che Hopper e Stockwell, che erano molto amici, provarono insieme la scena e quando partì la musica sulle cui note Hopper avrebbe dovuto cantare, Stockwell iniziò a muovere le labbra ma senza emettere un suono. Lynch ha scritto che, tra l’altro, Hopper «aveva il cervello bruciato dalle droghe e non ricordava le parole». Decise quindi di far “cantare” la canzone a Stockwell. Nel libro, Lynch ha scritto:

A volte pensi a certe cose per un milione di anni, ma trovi la risposta giusta solo se te la vedi davanti.

Ha anche spiegato che la luce usata come se fosse un microfono finì lì per caso e fu per caso che Stockwell decise di prenderla in mano prima di cantare. Ha anche spiegato che il serpente che tiene in mano Raymond (Brad Dourif) mentre balla sullo sfondo è un serpente morto che fu trovato per caso in una strada lì vicino.

Il trailer di Dangerous
Nel 1991 Lynch diresse un video di 30 secondi usato come trailer di Dangerous, l’ottavo disco di Michael Jackson. Finisce con la testa di Jackson che fluttua dentro una bolla.

Lynch ha raccontato che un giorno Jackson lo chiamò per chiedergli di dirigere il video e lui disse di no, perché non aveva idee su come farlo. Subito dopo aver attaccato il telefono, però, gli venne un’idea e richiamò Jackson. Lynch ha spiegato che dovette collaborare con persone molto precise e puntigliose, mentre lui avrebbe fatto tutto con più improvvisazione. Dell’incontro con Jackson ha scritto:

Tutto quello che doveva fare era stare fermo in un posto per un paio di minuti, ma passò tra le otto e le dieci ore al trucco. Come può qualcuno stare al trucco per dieci ore? Di certo è qualcuno molto critico sul proprio aspetto. Infine arrivò, lo incontrai per la prima volta e lui voleva solo parlare di The Elephant Man. Provò a comprare le ossa e il mantello dal museo, mi fece molte domande e si comportò in modo molto educato. Poi girammo la scena e un minuto dopo se ne andò.

La rana di Twin Peaks
Si vede nell’ottavo episodio della terza stagione, quello tutto in bianco e nero e per gran parte ambientato nel 1956. A un certo punto compare uno strano essere, un po’ rana (o forse un rospo) e un po’ falena, che entra nella bocca di una ragazza addormentata (tutto molto Lynch). È una creatura che pare contenga “l’essenza” di qualcuno, ma non ci è dato sapere chi, almeno non con assoluta certezza.

Lynch ha spiegato di essere cresciuto in mezzo alla natura e che gran parte degli animali a cui si ispira sono ricordi di quegli anni. Una volta prese l’Orient Express da Atene a Parigi e a un certo punto in mezzo alla Yugoslavia il treno si fermò, alcune persone scesero e lo fece anche lui. Una volta sceso vide «grandissime falene che, come rane, saltavano in giro». Più in generale ha detto:

Tutti hanno le loro teorie su Twin Peaks, ed è ottimo, e non avrebbe senso se io dicessi la mia. Le cose hanno una loro armonia, e se tu sei fedele alla tua idea, allora quell’armonia resterà e sarà vera, anche se magari astratta.

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