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  • Martedì 19 giugno 2018

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano”

Un testo famosissimo di un'altra epoca, tornato improvvisamente attuale anche in questa

(ANDREJ ISAKOVIC/AFP/Getty Images)
(ANDREJ ISAKOVIC/AFP/Getty Images)
In breve
  • «Prima vennero a prendere…»: il testo sull’indifferenza di fronte alle persecuzioni naziste è uno dei più celebri e citati del Novecento, spesso descritto come una poesia. Fu scritto dal pastore luterano e teologo tedesco Martin Niemöller, vissuto tra il 1892 e il 1984.
  • Niemöller pronunciò un sermone antinazista per cui fu arrestato su ordine di Hitler e rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau. Sopravvisse e negli anni Quaranta e Cinquanta predicò più volte in favore della pace e contro le discriminazioni, ripetendo anche questo discorso che diventò celebre.
  • Non esiste una versione scritta e definitiva: il testo è stato rimaneggiato più volte, cambiando l’ordine e l’identità delle persone discriminate di volta in volta. Una versione inscritta nel Monumento all’Olocausto di Boston cita comunisti, ebrei, sindacalisti e cattolici; quella più comune in inglese socialisti, sindacalisti ed ebrei.

«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare»

Martin Niemöller (1892-1984)

Il testo viene da un sermone del pastore luterano e teologo tedesco Martin Niemöller. Dopo un sermone antinazista, Niemöller fu arrestato su ordine di Hitler e rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau. Riuscì a sopravvivere e passò gli anni Quaranta e Cinquanta a predicare a favore della pace e contro le discriminazioni, pronunciando più volte questo discorso diventato celebre. Non esiste una versione scritta e definitiva, per questo nel tempo il testo è stato rimaneggiato più volte cambiando le persone discriminate e il loro ordine. Una versione è inscritta nel Monumento all’Olocausto a Boston, in Massachusetts, e cita comunisti, ebrei, sindacalisti e cattolici; quella più comune in inglese parla di socialisti, sindacalisti, ebrei.