Banstead, Inghilterra, 2016 (Carl Court/Getty Images)

Le cabine telefoniche britanniche, senza telefoni

Dopo la crisi dovuta alle privatizzazioni e all'arrivo dei cellulari, sono di nuovo ovunque: restaurate e riconvertite in negozi

Banstead, Inghilterra, 2016 (Carl Court/Getty Images)

Entrando in una delle cabine telefoniche di Londra potreste trovarci non più un telefono ma una botteguccia per riparare i cellulari, libri o un defibrillatore per le emergenze. Dopo anni in cui erano state abbandonate, rese poco utili dalla diffusione dei telefoni cellulari, molte sono state infatti recuperate, restaurate, difese come patrimonio storico o riconvertite in piccole aziende.

Il Kiosk No.2 o K2, il primo modello in uso delle celebri cabine rosse, comparve nel 1926 su progetto dell’architetto Sir Giles Gilbert Scott, che disegnò anche la centrale elettrica di Battersea a Londra e la cattedrale di Liverpool. Negli anni successivi ne vennero introdotti altri e il più diffuso, il K6, venne disegnato per il Giubileo d’argento, cioè i 25 anni di regno, di re Giorgio V: era alto 2,51 metri, pesava 0,69 tonnellate e nel 1940 raggiunse i 35 mila esemplari in tutto il paese, che diventarono 73 mila nel 1980. Inizialmente ci furono lamentele per l’acceso colore rosso e il General Post Office, l’ente statale che gestiva le telecomunicazioni, concesse di usare il grigio nelle zone rurali.

La storia delle cabine telefoniche ebbe una svolta nel 1980, quando l’allora primo ministro Margaret Thatcher privatizzò il General Post Office, che prese il nome di British Telecom, BT. Nel 1981 BT decise di ridipingere le cabine di giallo, il colore della società, facendo nascere una campagna di protesta e interrogazioni parlamentari: si concluse con tutte le cabine rimaste rosse, tranne 90 dipinte di altri colori come esperimento. Nel 1982 venne introdotto un nuovo modello, nel 1985 BT disse che le cabine rosse sarebbero state rimpiazzate perché costavano troppo, in pochi le usavano, erano difficili da pulire e non potevano entrarci i disabili. Molte autorità locali riuscirono a proteggerle facendole registrare come patrimonio storico o architettonico, altre vennero lasciate a rovinare, altre ancora smantellate e vendute a privati. Ora le cabine ancora in servizio sono 11 mila.

Tra i lungimiranti ci fu Tony Inglies, proprietario di un’azienda di ingegneria e trasporti che, racconta il New York Times, ne comprò centinaia, le restaurò e le mise in vendita. Ora stanno rispuntando in molte strade di Londra, delle città periferiche e della campagna, spesso con nuove funzioni. Soprattutto in campagna, dove le ambulanze impiegano più tempo ad arrivare, è possibile affittare le cabine rimaste da BT pagando una sterlina al mese e in molti comuni le stanno usando per metterci dentro un defibrillatore per le emergenze. Altri le hanno riconvertite in negozi, come LoveFone, un negozio che ripara telefonini aperto nel 2016. Robert Kerr, uno dei proprietari, spiega che conviene non solo perché attira lo sguardo ma anche perché a fronte di un affitto di sole 400 sterline, 460 euro al mese, genera guadagni mensili di 13.500, circa 15.500 euro.