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  • martedì 8 maggio 2018

Nikol Pashinyan è il nuovo primo ministro dell’Armenia

Il leader delle proteste dell'ultimo mese ha ottenuto il sostegno del partito di maggioranza, che ha dovuto cedere dopo uno sciopero generale

Nikol Pashinyan, il leader dell’opposizione armena che ha guidato le manifestazioni pacifiche che hanno destituito il governo di Serzh Sargsyan, è stato eletto martedì nuovo primo ministro del paese. L’elezione di Pashinyan era nell’aria da giorni ma era stata inizialmente ostacolata dal Partito Repubblicano (quello di Sargsyan), che però ha infine ceduto dopo che era stato organizzato uno sciopero generale.

Pashinyan ha 42 anni ed è stato prima tra i leader del Congresso Nazionale Armeno, partito liberale di opposizione fondato nel 2008 dal primo presidente del paese, Levon Ter-Petrosyan, e poi del partito Contratto Civile, con il quale è stato eletto in parlamento in una coalizione. Fino a pochi anni fa era un personaggio quasi sconosciuto, ma in poco tempo è diventato il volto più visibile delle opposizioni, guidando le proteste che erano cominciate intorno alla metà di aprile, contro la decisione di Sargsyan di farsi eleggere primo ministro nonostante avesse promesso il contrario.

Secondo Pashinyan e le opposizioni, Sargsyan aveva trasformato l’Armenia in un regime autocratico: nel 2015 aveva infatti promosso e vinto un referendum per spostare i maggiori poteri politici dal presidente al primo ministro. Era un modo per eludere il limite di due mandati da presidente, che ha raggiunto quest’anno, e continuare a detenere il potere diventando primo ministro, carica eletta dal parlamento, sotto il suo controllo.  Le proteste sono però state molto estese ed efficaci, tanto che nel giro di due settimane il decennale potere di Sargsyan si è sostanzialmente sgretolato: prima si è dimesso dicendo di avere sbagliato, poi è stato scaricato dai suoi alleati di governo e ora ha accettato di sostenere la candidatura a primo ministro del suo principale avversario.

Pashinyan ha promesso che farà delle riforme per combattere la corruzione e provvederà a cambiare il sistema elettorale, per renderlo più democratico. Poi vuole convocare nuove elezioni parlamentari: le ultime si erano tenute nel 2017, ed erano state vinte dal Partito Repubblicano, che aveva ottenuto 58 dei 105 seggi del parlamento. La coalizione di Pashinyan ne aveva ottenuti soltanto 9.

 

(AP Photo/Sergei Grits)

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