(ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Il tweet di Giorgia Meloni che ha parlato di «integralismo islamico» per Münster

Quando le autorità invitavano alla prudenza e non c'erano prove che c'entrasse il terrorismo religioso, come non ce ne sono adesso

(ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Sabato la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha commentato su Twitter quello che era successo poche ore prima a Münster, in Germania, parlando di «integralismo islamico» quando ancora non c’era nessun indizio a sostegno di questa teoria, poi infatti smentita dalle autorità locali sulla base delle prove raccolte finora. Quando Meloni ha commentato l’episodio si sapeva che un furgone aveva investito la folla nel centro della città provocando alcuni morti, ma non c’erano indicazioni che si fosse trattato di terrorismo, né islamico né di altro tipo. Anzi, tutte le fonti autorevoli invitavano ad aspettare a trarre conclusioni, e la polizia più o meno contemporaneamente al tweet di Meloni aveva detto che era «troppo presto per parlare di un attentato».

Nel giro di poco tempo è stato confermato dal ministero dell’Interno locale che l’autista era un cittadino tedesco e che non c’era niente che lo collegasse all’estremismo islamico. Ancora domenica mattina, il procuratore generale di Münster Elke Adomeit ha detto che le indagini della polizia non hanno finora trovato indizi al riguardo. Potrebbero sempre emergere nuove informazioni, ma al momento quello che sappiamo è questo.

Ciononostante, alle 18 di sabato Meloni (in un tweet firmato dal suo staff) ha scritto che «lo spettro dell’integralismo islamico si è drammaticamente riaffacciato», e che «l’Europa deve dimostrare di essere più forte di ogni fondamentalismo». Il tweet è stato poi cancellato.

Già ieri sera, i principali giornali tedeschi hanno raccolto informazioni sull’autista del furgone, attraverso proprie fonti, scrivendo che aveva 49 anni, che in passato era stato valutato psicologicamente instabile e che aveva già tentato il suicidio. Queste ultime informazioni non sono ancora state confermate dalla polizia.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.