• Mondo
  • sabato 10 marzo 2018

La storia delle mani mozzate in Siberia non è proprio come l’avete letta

Non c'è nessun serial killer o seguace della "legge del taglione", probabilmente solo qualcuno che non ha fatto bene il proprio lavoro

Giovedì scorso il giornale russo in lingua inglese Siberian Times ha riportato la notizia del ritrovamento di un sacco contenente 54 mani amputate in un’isola del fiume Amur, vicino alla città di Khabarovsk, a circa 30 chilometri di distanza dal confine con la Cina. La notizia è stata ripresa da molti giornali stranieri – soprattutto tabloid inglesi – e da qualche giornale italiano, che l’ha raccontata parlando di «un atroce, dannato mistero» e alludendo a potenziali cause macabre, religiose o criminali. Ma la spiegazione è più semplice.

Come ha scritto lo stesso Siberian Times in un articolo successivo, il sacco proviene con ogni probabilità da un laboratorio forense e le mani sarebbero state amputate da corpi non identificati per conservarne e registrarne le impronte digitali. Sembra che per qualche ragione le 27 coppie di mani non siano state smaltite seguendo le normali procedure ma che invece siano state gettate nel fiume Amur o sotterrate sull’isola, frequentata soprattutto da pescatori.

(Siberian Times)

Come inoltre hanno riportato alcuni giornali locali, con il sacco sarebbero stati ritrovati anche dei materiali ospedalieri, tra cui bendaggi e sacchi. Le mani amputate sono ora in fase di analisi, così come tutti gli altri materiali ritrovati nelle vicinanze. La Sledkom, un’agenzia federale investigativa che risponde alla presidenza, ha fatto sapere che il ritrovamento non è legato a circostanze criminali e ha aggiunto che chiederà conto del ritrovamento agli esperti forensi che lavorano a Khabarovsk.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.