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  • Giovedì 22 febbraio 2018

30 anni di moda italiana in mostra a Milano

9 sale raccontano gli aspetti caratteristici e comuni di marchi diversi, con abiti, accessori e vecchie riviste

Due foto di Oliviero Toscani per il servizio Unilook, pubblicato sul numero 15 di L’Uomo Vogue, dicembre 1971-gennaio 1972 (Courtesy Archivio Condé Nast Italia)
Due foto di Oliviero Toscani per il servizio Unilook, pubblicato sul numero 15 di L’Uomo Vogue, dicembre 1971-gennaio 1972 (Courtesy Archivio Condé Nast Italia)

Dal 22 febbraio al 6 maggio sarà ospitata a Palazzo Reale a Milano la mostra “Italiana. L’Italia vista dalla moda 1971-2001“, che racconta le caratteristiche peculiari e condivise della moda italiana di quel periodo, attraverso abiti e accessori delle aziende più famose. È organizzata dal Comune di Milano e dalla Camera nazionale della moda italiana con il sostegno del ministero dello Sviluppo economico, e curata da Maria Luisa Frisa, una delle principali esperte, curatrici e docenti di moda italiane, e da Stefano Tonchi, direttore della rivista W Magazine dal 2010, ex direttore di T, la rivista di moda del New York Times, ex direttore creativo di Esquire e a lungo fashion editor di L’Uomo Vogue.

L’esposizioni è divisa in nove sale tematiche: Identità, Democrazia, In forma di logo, Diorama, Project Room, Bazar, Postproduzione, Glocal e L’Italia degli oggetti, ognuna dedicata a un aspetto predominante della moda italiana. La sala Identità per esempio mostra la reinvenzione del concetto di moda femminile e maschile, con abiti da donna e da uomo molto simili tra loro, mentre la sala dedicata ai loghi è piena di valigie marcate Fendi e tazzine di Versace, manette e cucce per cani con la doppia G di Gucci, disposti attorno a un tappeto dedicato a Galbani disegnato da Maurizio Cattelan. Il 1971 è stato scelto come anno di partenza perché segna un distacco dall’alta moda e l’inizio del successo del prêt-à-porter italiano, con la prima sfilata dello stilista Walter Albini organizzata a Milano; il 2001 invece è un momento, ancora poco studiato, di grande innovazione e cambiamento, in bilico sul nuovo secolo e segnato dagli stravolgimenti globali causati dagli attentati dell’11 settembre.

Oltre ad abiti e accessori ci sono anche riviste dell’epoca, fotografie scattate da importanti fotografi di moda italiani – Gian Paolo Barbieri, Alfa Castaldi, Aldo Fallai, Fabrizio Ferri, Giovanni Gastel, Paolo Roversi, Oliviero Toscani – disegni di illustratori come Ikort, Lorenzo Mattotti e Marcello Jori, e opere d’arte, tappeti e oggetti degli artisti Michelangelo Pistoletto, Francesco Vezzoli, Vanessa Beecroft e Alighiero Boetti. Il costo del biglietto è di 5 euro, e il ricavato sarà devoluto al CNMI Fashion Trust, il fondo che sostiene la moda italiana. La mostra è accompagnata da un libro pubblicato da Marsilio e curato sempre da Frisa e Tonchi, con saggi e numerose immagini tratte dalle riviste e dai servizi pubblicitari dell’epoca; l’immagine di copertina, come il manifesto di “Italiana”, è scattata da Oliviero Toscani per un servizio pubblicato su L’Uomo Vogue nel dicembre del 1971.

La copertina e il retrocopertina del libro di Marsilio dedicato alla mostra. Entrambe le foto sono state scattate da Oliviero Toscani per il servizio Unilook, pubblicato nel numero 15 di L’Uomo Vogue, dicembre 1971-gennaio 1972
(Archivio Condé Nast Italia)

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