La paura per le api salverà gli elefanti

Un'idea che funziona: usare le api come deterrente per proteggere i raccolti dagli elefanti, al posto di costosi recinti elettrificati o dei cacciatori

(TONY KARUMBA/AFP/Getty Images)

Benché siano tra gli animali più grandi al mondo, gli elefanti hanno paura di insetti per loro minuscoli come le api. Quando ronzano nei loro paraggi, gli elefanti si agitano, scrollano la testa e le orecchie, alzano un gran polverone per allontanarle e barriscono impauriti. È una reazione nota da tempo ai ricercatori e, negli ultimi anni, è diventata una buona risorsa per salvare la vita degli elefanti in Africa e impedire che siano uccisi da contadini e proprietari terrieri, per tenerli lontani dai loro raccolti.

Il pungiglione delle api non può penetrare più di tanto nella pelle spessa e coriacea degli elefanti, ma molti pachidermi nella loro vita sperimentano la sensazione poco piacevole di essere circondati da sciami di migliaia di api, talvolta molto aggressive. In pochi minuti un elefante può essere punto centinaia di volte e in aree molto sensibili, come la proboscide, gli occhi e la bocca, dove la pelle è più morbida e sensibile. Per questo motivo, non appena si accorgono della presenza di qualche ape, gli elefanti s’innervosiscono e si agitano.

Un gruppo di ricercatori e attivisti ha pensato di sfruttare questa grande paura degli elefanti per aiutarli a starsene alla larga dalle coltivazioni, alle quali si avvicinano per rimediare facili spuntini. Il loro passaggio nei campi causa grandi danni e, per questo motivo, accade che talvolta i proprietari delle coltivazioni usino armi e fucili per ucciderli. In alcuni casi per farlo vengono assoldati cacciatori di frodo, con il compito di pattugliare i campi. Il loro impiego si rivela meno costoso e complicato della costruzione di grandi recinti elettrificati, che comportano inoltre spese ricorrenti per la manutenzione.

Come racconta il New York Times, l’organizzazione senza scopo di lucro Save the Elephants ha pensato a un’efficace alternativa per tenere alla larga gli elefanti dai campi, e al tempo stesso tutelare la loro incolumità. Con una spesa intorno ai mille dollari, circa un quinto di quella richiesta per un recinto elettrificato, Save the Elephants installa intorno ai campi una serie di arnie, ciascuna delle quali ospita centinaia di api. Le arnie sono appese tra due pali, in modo da essere più visibili e da oscillare al vento, cosa che induce le api a uscire più spesso e a ronzare nei paraggi. Temendo le punture, gli elefanti non si avvicinano e i raccolti sono salvi.

In anni di sperimentazioni e miglioramenti, il sistema si è rivelato piuttosto efficiente. L’installazione di un’arnia ogni 20 metri consente di allontanare almeno l’80 per cento degli elefanti. Si è inoltre notato che dopo un po’ di tempo la visione stessa dell’arnia fa da deterrente: non tutte le arnie installate per proteggere un campo devono quindi ospitare le api.

I ricercatori che hanno partecipato all’iniziativa hanno inoltre notato che non è sufficiente un deterrente sonoro, come casse che riproducono il ronzio di uno sciame, per fare in modo che gli elefanti non si avvicinino. In mancanza di qualche puntura ogni tanto, gli animali si accorgono che la minaccia non è reale e ignorano la registrazione del ronzio. I confini segnati con le arnie sono inoltre un deterrente per i coltivatori, perché demarcano meglio il perimetro dei campi ed evitano che siano disboscate e bruciate altre porzioni di territorio per estenderli.

Il sistema delle api è usato in almeno 11 paesi africani, ma l’esperienza è stata di recente esportata in Asia. I ricercatori hanno infatti notato che anche gli elefanti asiatici hanno timore delle api, anche se tendono a innervosirsi meno in presenza di uno sciame. È raro che scuotano velocemente la testa o smuovano grandi quantità di polvere, ma emettono comunque barriti e si spostano velocemente in punti dove ci sono meno api. Non è chiaro perché la reazione sia così diversa rispetto ai loro cugini africani: i ricercatori ipotizzano che derivi dalla minore aggressività delle api in Asia, ma serviranno altri studi e osservazioni per confermare o smentire questa ipotesi.

Gli elefanti asiatici sono molto più a rischio di estinzione rispetto a quelli africani, quindi la soluzione con le arnie potrebbe essere ideale per ridurre le uccisioni violente, nei contesti in cui si cerca di fare deterrenza. Attivisti e volontari mirano a ripetere l’esperienza africana in Sri Lanka, India, Nepal e Thailandia, per cominciare.

Le arnie aiutano molto, ma non sono comunque una soluzione definitiva al problema, in parte perché gli elefanti sono intelligenti e diventano intraprendenti con la giusta motivazione. La prospettiva di avere facilmente a disposizione frutti di cui vanno ghiotti li spinge a correre qualche rischio in più, api permettendo.

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