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  • mercoledì 31 gennaio 2018

Il Papa ha mandato un inviato in Cile per fare approfondimenti sui casi di pedofilia che coinvolgono il vescovo Barros

Il Papa ha deciso di mandare un inviato in Cile per fare approfondimenti sui casi di pedofilia che coinvolgono il vescovo Juan Barros e di cui si è parlato nelle scorse settimane durante il viaggio del Papa in Sudamerica. Nel comunicato dell’ufficio stampa del Vaticano si dice:

«A seguito di alcune informazioni recentemente pervenute in merito al caso di S.E. Mons. Juan de la Cruz Barros Madrid, Vescovo di Osorno (Cile), il Santo Padre ha disposto che S.E. Mons. Charles J. Scicluna, Arcivescovo di Malta e Presidente del Collegio per l’esame di ricorsi (in materia di delicta graviora) alla Sessione Ordinaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, si rechi a Santiago del Cile per ascoltare coloro che hanno espresso la volontà di sottoporre elementi in loro possesso».

Durante il suo recente viaggio in Cile, il Papa aveva fatto alcune dichiarazioni (molto criticate) riguardo un noto caso di abusi sessuali interni alla chiesa cattolica. Il Papa aveva accusato le vittime di abusi sessuali di calunniare il vescovo Juan Barros, accusato a sua volta di avere coperto in passato le violenze di un altro prete, Fernando Karadima, riconosciuto colpevole di abusi negli anni Ottanta e a cui il Vaticano ha chiesto di condurre una vita di ritiro e penitenza. Di fronte alla richiesta di molte persone di rimuovere Barros dal suo incarico di vescovo della diocesi di Osorno, una città nel sud del paese, Papa Francesco aveva detto: «Il giorno che qualcuno mi porterà una prova contro il vescovo Barros allora parlerò. Ma finora non c’è nemmeno l’ombra di una prova. È tutta calunnia. È chiaro?». Poi, durante il volo aereo che lo riportava a Roma, il Papa aveva fatto un mezzo passo indietro sulle parole che aveva usato, ma aveva aggiunto di non avere cambiato idea sul futuro del vescovo Barros: «Barros resterà lì se non trovo il modo di condannarlo, se non trovo evidenze».

Juan Barros, Cile, 18 gennaio 2018 (ANSA/LUCA ZENNARO