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  • lunedì 29 gennaio 2018

Salman Rushdie non è mai riuscito a finire “Middlemarch”

Anche i grandi scrittori non ce la fanno con alcuni grandi classici

Lo scrittore britannico Salman Rushdie alla fiera del libro di Francoforte, il 12 ottobre 2017 (JOHN MACDOUGALL/AFP/Getty Images)

Anche agli scrittori famosi capita di non riuscire a finire romanzi amati e apprezzati da moltissime persone, compresi i classici. In un’intervista con il Guardian Salman Rushdie – l’autore di Versi satanici, I figli della mezzanotte e più di recente La caduta dei Golden – ha ammesso:

«L’umiliante risposta che sono sempre obbligato a dare a questa domanda è Middlemarch. Lo so, lo so. Ci proverò ancora».

Middlemarch è un romanzo della scrittrice George Eliot (una di quelle che non hanno mai smesso di usare un nome maschile: quello vero era Marie Anne Evans), pubblicato a puntate tra il 1871 e il 1872. Il titolo è il nome della città inglese inventata in cui è ambientato, negli anni Trenta dell’Ottocento. Ha moltissimi personaggi e diverse trame principali; parla di molti temi d’attualità dell’epoca, tra cui le prime ferrovie, la morte del re Giorgio IV, il progresso della medicina, lo scopo del matrimonio e il ruolo delle donne nella società.

L’intervista del Guardian a Rushdie fa parte di una serie del quotidiano intitolata The books that made me, “I libri che mi hanno reso ciò che sono”. Rispondendo alla domanda sui libri che si vergogna di non aver mai letto, Rushdie ha detto di non aver mai letto nulla di Anthony Trollope, un altro classico della letteratura britannica.

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