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  • venerdì 12 gennaio 2018

Anche in Cina c’è #MeToo, ma denunciare le molestie è molto rischioso

Il caso da cui in Cina è iniziato il #MeToo ha a che fare con Luo Qianqian, una ricercatrice che attualmente vive negli Stati Uniti. Il primo gennaio ha pubblicato su Weibo, l’equivalente cinese di Twitter, il racconto delle molestie subite dodici anni prima dal suo professore di informatica Chen Xiaowu: «Ha tentato di saltarmi addosso in una stanza con la porta chiusa». Luo ha spiegato che Chen l’ha poi lasciata andare perché lei continuava a piangere, ma «i seguenti anni della mia vita, quando lui era il mio supervisore al dottorato, sono stati un incubo». Luo ha concluso il suo post dicendo che non si deve avere paura ed esortando le altre donne a parlare usando l’hashtag #我也是 (#WoYeShi, cioè #MeToo). Il suo post ha ottenuto più di tre milioni di visualizzazioni in un solo giorno.

Per chi vuole approfondire:

#WoYeShi, il #MeToo della Cina