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  • lunedì 8 Gennaio 2018

L’amministrazione Trump non rinnoverà i permessi di soggiorno e di lavoro di circa 200mila salvadoregni colpiti dal terremoto del 2001

Negli Stati Uniti l’amministrazione del presidente Donald Trump ha deciso di non rinnovare i permessi di soggiorno e di lavoro di circa 200mila cittadini di El Salvador che avevano ottenuto il “Temporary Protected Status” (un tipo di status simile a quello dei rifugiati che esiste del 1990) dopo il terremoto che aveva colpito il loro paese nel 2001 e aveva causato la morte di più di mille persone. Le persone interessate dalla cancellazione dei permessi di soggiorno – che scadevano oggi – potranno vivere e lavorare negli Stati Uniti fino al 9 settembre del 2019, dopodiché dovranno trovare un altro modo legale per restare nel paese oppure affrontare il rischio di essere deportati. Il dipartimento di Sicurezza nazionale ha spiegato la decisione dicendo che le condizioni per cui ai salvadoregni era stato concesso il Temporary Protected Status non esistono più.

L’amministrazione Trump aveva già tolto il Temporary Protected Status a nicaraguensi e haitiani a cui era stato concesso in passato. I salvadoregni sono la principale comunità che ha ricevuto questo status e vivono principalmente a Los Angeles, a Houston, in Texas, e a New York. Secondo il Center for Migration Studies, i salvadoregni presenti negli Stati Uniti con il Temporary Protected Status costituiscono più di 135mila famiglie: l’88 per cento di loro lavora e il 10 per cento è sposato con un cittadino americano. Il rischio di deportazione che affronteranno riguarderà in qualche modo anche 270mila bambini e ragazzi nati da famiglie salvadoregne negli Stati Uniti e quindi cittadini americani. Per questo molte persone stanno criticando l’amministrazione Trump dicendo che la decisione di non rinnovare il Temporary Protected Status ai salvadoregni rischia di dividere molte famiglie.

Una protesta contro la cancellazione del Temporary Protected Status per circa 200mila salvadoregni fuori dalla Casa Bianca, l'8 gennaio 2018 (ANDREW CABALLERO-REYNOLDS/AFP/Getty Images)