(Dal sesto episodio della settima stagione di "Game of Thrones")

10 cose sul sesto episodio della settima stagione di “Game of Thrones”

Teorie, rivelazioni, citazioni, domande e risposte (quando ci sono) sul penultimo episodio della penultima stagione

(Dal sesto episodio della settima stagione di "Game of Thrones")

Sembra ieri che eravamo lì a chiederci cosa volesse dire ogni singola inquadratura dei trailer della settima stagione di Game of Thrones, che già sta per finire. Tra domenica e lunedì è andato in onda “Beyond the Wall”sesto e penultimo episodio della settima e penultima stagione, e tra meno di una settimana andrà in onda l’ultimo (e ancora non si sa quando arriverà l’ultima stagione, se nel 2018 o nel 2019). Quello di ieri è stato un episodio che nei primi minuti aveva praticamente solo dialoghi e nella seconda metà è stato molto più vivace, con almeno un paio di grandi rivelazioni. Di quelle che subito dopo la fine avete probabilmente sentito il bisogno di cercare su WhatsApp qualcun altro che l’avesse appena visto, per analizzare e commentare ogni dettaglio. È durato 70 minuti e l’ha diretto Alan Taylor, che era già stato regista degli ultimi episodi della prima e della seconda stagione e di altri quattro episodi delle prime due stagioni di Game of Thrones.

Ma queste righe servivano in realtà solo a mettere un po’ di spazio prima di avvertire quegli amici che ieri non vi hanno risposto su WhatsApp che da qui iniziano gli spoiler sulle tante cose successe in “Beyond the Wall”.

Dunque

La parola che qui non vedevamo l’ora di scrivere e lì non vedevate l’ora di leggere è DRAGOZOMBIE. È successo. Ma è successo alla fine, dopo tante altre importanti cose. Tra cui: i draghi (il fuoco) che vanno insieme a Daenerys oltre la Barriera (il ghiaccio), Jon Snow e Daenerys che ormai ci lasciano pochi dubbi sul fatto che si piacciano, Jon Snow che le dice “mia regina”, Thoros di Myr che muore, Tormund che quasi muore (dopo aver detto come saranno i figli che intende fare con Brienne), Gendry che corre, il Mastino che fa vedere cosa non fare quando siete in mezzo a un lago ghiacciato accerchiati da un’orda di non-morti, Sansa che trova le facce di Arya, Benjen Stark che arriva proprio quando serve, e poi, prima del dragozombie, anche un orsozombie.

“Beyond the Wall” è stato, come ha fatto notare qualcuno su internet, un episodio che si è molto avvicinato a quello che i vostri amici che non guardano Game of Thrones pensano possa essere un episodio di Game of Thrones.

Proposta di spinoff per Game of Thrones

Prima che succedesse quello che aspettavamo da anni (draghi contro Estranei) ci sono stati alcuni minuti fatti perlopiù di dialoghi. Tyrion e Daenerys, quando ancora era a Roccia del Drago, hanno di nuovo parlato di cosa secondo loro significhi comandare e, tra le altre cose, del fatto che Daenerys sembri non poter avere figli (nei libri la cosa è ancora più esplicita che nella serie, ma chissà). La qual cosa crea un problema: nella sfortunata eventualità in cui dovesse morire, chi governerebbe dopo di lei? Arya e Sansa, intanto, continuano ad andare sempre meno d’accordo ogni episodio che passa (siamo praticamente alle minacce di morte): e il piano di Ditocorto riguardo alla lettera del precedente episodio sembra andare a meraviglia. Jon Snow e Beric Dondarion, intanto, si sono confrontati su come ci si senta a essere risorti (Beric 6 volte, Jon solo una) e un po’ tutti i “magnifici sette”, i protagonisti della spedizione più azzardata della storia di Game of Thrones, hanno parlato di cose che avevano in comune: chi è stato prigionieri di chi, il padre di chi ha fatto cosa a chi, chi ha combattuto insieme, chi ha combattuto contro, eccetera. Quel tipo di discorsi che si fanno mentre si cammina in mezzo alla neve, oltre la Barriera, mentre si sta andando a catturare un non morto da portare a Cersei, insomma.

Uno dei dialoghi – iniziato con un «tu sei quello che chiamano il cane?» e un «fanculo» come risposta – l’hanno fatto il Mastino e Tormud, e un utente Twitter ha proposto di fare un’intera sitcom su loro due che condividono un monolocale.

tormund-mastino

Uno di quei richiami a dialoghi passati

La settima stagione si è fatta notare per i tanti richiami a dialoghi, personaggi e momenti del passato, ed è oggettivamente difficile riuscire a ricordarsi tutto e a fare caso a tutto. In “Beyond the Wall” c’è stato un momento in cui Tormund, parlando con Jon, ha ricordato Mance Rayder, il Re oltre la Barriera, ucciso nella quinta stagione da un freccia lanciata da Jon, per evitargli una morte ancora peggiore (bruciato vivo, come piaceva a Stannis). Tormund – che non è lì solo per ridere per la sua cotta per Brienne – ricorda a Jon che Mance era orgoglioso, forse troppo, e che per colpa di quell’orgoglio molte persone del Popolo Libero sono morte. Tormund non lo sapeva, ma parole molto simili le disse Jon a Mance, nel provare a convincerlo a inginocchiarsi a Stannis, per non farsi uccidere.

C’è una nuova regola sugli Estranei, a quanto pare

Dopo aver combattuto contro l’orso zombie (ci arriviamo dopo, che c’è un video che mostra come hanno fatto a farlo) i magnifici sette (accompagnati in realtà da qualche altro personaggio senza nome della cui sopravvivenza non ci importa granché) devono combattere contro alcuni Estranei e non morti. Si scopre a quel punto che, a quanto pare, uccidendo un Estraneo si distruggono anche tutti i non morti che lo sono diventati a causa sua. Non è una cosa da poco: in linea teorica basterebbe ora uccidere qualche Estraneo (quelli “di ghiaccio”, per capirci) per far fuori un intero esercito di zombie.

Quando tua sorella trove le facce che nascondevi nella borsa 

Le cose a nord della Barriera hanno rubato la scena a tutto il resto, ma anche a sud della Barriera (ma a nord di quasi tutto il resto, come cercano di spiegare a Tormund) non se la passano benissimo. A Grande Inverno il piano di Ditocorto ha dato i suoi frutti: Arya c’è rimasta male dopo aver letto la lettera in cui Sansa, praticamente costretta da Cersei, diceva a suo fratello Robb di arrendersi per salvare loro padre, e ha minacciato di farla leggere a tutti i signori del nord, cosa che farebbe perdere a Sansa la sua influenza su di loro. Per ora però non l’ha fatto. Sansa ha anche trovato le facce usate da Arya per fare quello che le hanno insegnato a fare a Bravos. Arya ha brevemente spiegato la questione delle facce, dicendo che le piacerebbe poter provare a indossare quella di Sansa. Non benissimo, insomma. A voler essere ottimisti, però, alla fine di un piuttosto cupo monologo, Arya consegna a Sansa quel dannato pugnale che ormai l’hanno preso in mano un po’ tutti. Ha una storia molto lunga: è quello con cui qualcuno provò a uccidere Bran Stark nella prima stagione, che poi Ditocorto ha dato a Bran e che poi Bran ha dato ad Arya, che poi l’ha dato a Sansa.

Intanto Sansa, che sembra aver imparato cosa succede di solito agli Stark che vanno ad Approdo del Re, ha rifiutato l’invito ad andarci (arriviamo anche a questo) e ci manda Brienne. Probabilmente perché si rende conto che, con Brienne di mezzo, sarebbe difficile gestire le cose con Arya. Secondo qualcuno degli spettatori, perché Brienne ha giurato di proteggere sia Arya che Sansa; secondo qualcun altro perché Sansa teme che Brienne finirebbe per prendere le parti di Arya, con la quale sembra andare più d’accordo.

La battaglia del lago ghiacciato, e l’orso zombie

Così come era successo per la gran battaglia del quarto episodio, HBO ha pubblicato un video di oltre dieci minuti che mostra come hanno fatto a girare le scene più complicate del sesto episodio. Attori, creatori della serie, registi e addetti alla scenografia e agli effetti speciali spiegano un po’ di cose:

– Il lago ghiacciato è stato interamente ricreato in un set all’aperto: a Belfast, in Irlanda del Nord;
– I creatori della serie (David Benioff e D. B. Weiss) volevano mettere un orsozombie già da un paio di stagioni, ma gli dicevano sempre: «Fuck you, non possiamo permetterci un’orso polare zombie»;
– All’inizio volevano far davvero cadere in acqua – all’aperto, a Belfast – gli attori che fanno i non morti, poi hanno deciso che rischiavano di morire assiderati e quindi meglio di no;
– Non che l’acqua in cui hanno fatto cadere Jon Snow fosse calda: «È stato tremendo», ha detto Kit Harrington, l’attore che lo interpreta;
– Per entrare nel personaggio prima di ogni scena gli attori che interpretano Tormund e il Mastino fanno dei versi;
– Gli occhi blu dei non morti non sono fatti solo in digitale: gli attori hanno degli appositi occhialini (si vedono nell’ultimo minuto di video);
– Si vede anche come hanno fatto a fare l’orsozombie.

Zio Benjen!

Benjen Stark, fratello di Ned Stark e zio di Jon Snow (sia che lui sia figlio di Ned, sia che sia figlio di Lyanna Stark) è quello che accompagna Jon Snow quando entra a far parte dei Guardiani della Notte e che per un po’ di stagioni avevamo creduto morto. Invece era tornato alla fine della sesta stagione per salvare Bran e Meera. Benjen racconta che era stato ferito da un Estraneo, ma che un Figlio della Foresta lo aveva salvato conficcandogli una lama di ossidiana nel cuore: lo stesso metodo, si era scoperto nel penultimo episodio della sesta stagione, con cui i Figli della Foresta avevano originariamente creato gli Estranei. Tra le altre cose, Benjen dice a Bran che ora è lui il Corvo dai Tre Occhi, dopo la morte del suo predecessore. Poi Benjen – che non è ben chiaro se e quanto sia vivo o morto, ma che aveva detto “di combattere ancora per i vivi” – era rimasto oltre la Barriera. Meno male, perché ieri è potuto andare a salvare Jon Snow, dopo che Daenerys e i magnifici sette (meno Thoros di Mir, morto, ma con un non morto prigioniero da portare a Cersei) se ne erano andati in sella al drago, per evitare che anche quel drago venisse ucciso dagli Estranei.

Zio Benjen arriva a cavallo, uccide un po’ di non morti, lascia a Jon Snow il cavallo che lo porta fino alla Barriera e resta lì a combattere Estranei e non morti: per il momento non ci è dato sapere che ne sia di lui.

Daenerys della nobile casa Targaryen, prima del suo nome, regina degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, signora dei Sette Regni, protettrice del Regno, principessa di Roccia del Drago, Khaleesi del Grande Mare d’Erba, la Non-bruciata, Madre dei Draghi, regina di Meereen, Distruttrice di catene

Il nome vero, lungo e completo, da dire in contesti ufficiale è quello qui sopra. Qualcuno la chiama Khaleesi, qualcuno Daenerys. Jon – risvegliatosi su una barca con lei accanto – decide invece di chiamarla “Dany”. Lei spiega però che era il nome con cui la chiamava suo fratello, che era un pessimo fratello ed è morto molto male. Allora lui le dice: «“Che ne dici di “mia Regina”». In inglese: «How about “my queen”?». Scegliete voi se considerarle bellissime parole d’amore (e se nel caso accettare che molto probabilmente le stia dicendo un nipote a sua zia) o se limitarvi a considerarle la conferma definitiva che Jon Snow e Daenerys combatteranno insieme, prima contro gli Estranei, poi nel caso contro Cersei.

DRAGOZOMBIE

Quelli che se ne intendono su internet dicono sia Viserion, che viene ucciso da un precisissimo lancio del Re della Notte. Non vediamo molto del DRAGOZOMBIE, se non l’occhio blu alla fine dell’episodio. E nemmeno sappiamo molto: nei libri di Game of Thrones c’è qualcuno che parla, a livello di leggende, di draghi del ghiaccio, che però sono una cosa diversa da un DRAGOZOMBIE. Tocca aspettare. Intanto, due domande: i non morti dove diamine hanno preso le catene per tirare fuori il drago dal lago? (Qualcuno dice dalle barche affondate a nord della Barriera). E soprattutto – e questa vi toglierà il sonno – un dragozombie cosa sputa? Fuoco? Ghiaccio? COSA?

Il trailer dell’ultimo episodio della settima stagione

Il regista è Jeremy Podeswa, già regista del primo episodio di questa stagione e di altri prima. Durerà 80 minuti: praticamente un film. Nel trailer si vedono quasi tutti i personaggi più importanti (tranne Sansa e Arya che sono a Grande Inverno) che si incontrano a Fossa del Drago, vicino ad Approdo del Re. Le uniche parole le dice Jon Snow: «C’è solo una guerra che conta. Ed è qui».

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