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  • giovedì 15 giugno 2017

L’Egitto vuole regalare due isole all’Arabia Saudita

Il parlamento ha approvato la proposta ma ci sono proteste di piazza ed è attesa anche una decisione della Corte Costituzionale

Una manifestazione contro la cessione delle due isole davanti a Il Cairo, 13 giugno 2017 (AP Photo/Amr Nabil)

Il parlamento egiziano ha approvato ieri la concessione all’Arabia Saudita di Tiran e Sanafir, due grosse isole disabitate che si trovano nel Mar Rosso. Non ci sono dati ufficiali, ma ABC scrive che hanno votato a favore dai 400 ai 450 parlamentari e circa un centinaio hanno votato contro. Ora manca solo l’approvazione del presidente Abdel Fattah al Sisi, una formalità considerato che era stato lui a volere la concessione: al Sisi aveva promosso e firmato un accordo sulla cessione delle isole nell’aprile del 2016 durante una visita in Egitto del re saudita Salman bin Abdulaziz. Già allora c’erano state moltissime proteste, le più numerose e preoccupanti da quando al Sisi, nel 2013, prese il potere dopo un colpo di stato contro il presidente eletto Mohamed Morsi, leader del movimento politico-religioso dei Fratelli Musulmani. Anche ieri la notizia è stata criticata dall’opposizione e ci sono state diverse proteste davanti al parlamento al Cairo, che si sono concluse con un numero imprecisato di arresti.

tiran Le isole di Tiran e Sanafir, tra il Sinai e Israele

Al Sisi e i sostenitori dell’accordo sostengono che le due isole appartengano in realtà all’Arabia Saudita, che nel 1951 chiese all’Egitto di inviare le truppe per proteggerle in un momento di tensione con Israele. Restituirle, secondo al Sisi, è quindi un atto dovuto e un modo di mantenere i buoni rapporti con un paese amico che le aveva tra l’altro richieste più volte, nel 1984, 1989 e 1990. Gli oppositori sostengono invece che la sovranità dell’Egitto sulle isole è attestata da un trattato del 1906, anno in cui l’Arabia Saudita non era ancora stata fondata. Soprattutto accusano al Sisi di aver regalato un pezzo del paese in cambio del sostegno ricevuto dall’Arabia Saudita, che fin dal colpo di stato contro Morsi fu da subito il suo principale alleato internazionale e lo finanziò con milioni di dollari (l’Arabia Saudita si oppone ai Fratelli Musulmani, perché ritiene che possano essere una minaccia alla stabilità del regimi della regione).

L’approvazione dell’accordo è complicata anche dalla sentenza di un tribunale di gennaio che aveva stabilito che il governo non aveva dimostrato con sufficienti prove la sovranità saudita sulle isole; mesi dopo un altro tribunale aveva ribaltato la decisione. Sulla questione dovrà ora esprimersi la Corte Costituzionale egiziana, che però non ha ancora fissato una data per iniziare a discuterla. Nel frattempo non è chiara la situazione amministrativa delle isole, se cioè il voto di mercoledì abbia già sancito il passaggio ufficiale all’Arabia Saudita.

Su Tiran e Sanafir abitano solo alcuni soldati egiziani e membri delle forze di pace internazionali. Tiran ha però un’importanza strategica, dato che collega i porti di Eliat, in Israele, e Aqaba, in Giordania: la decisione dell’Egitto di chiudere momentaneamente la rotta fu uno dei motivi che portò alla guerra dei Sei giorni nel 1967, quando l’Egitto perse l’intera penisola del Sinai, che riottenne con gli accordi di pace del 1979.

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