Una scena di Up

Libri che mettono di buon umore

Una selezione varia e abbondante per chi ha voglia di leggere e ridere, o quantomeno sorridere: da "La versione di Barney" a "Febbre a 90°"

Una scena di Up

Nel cinema la leggerezza è un genere codificato. La metà dei film nasce per fare ridere e per alleggerire la vita. Anche in musica, da Andiamo a comandare ai valzer di Strauss passando per Obladi Oblada dei Beatles, sono innumerevoli i successi che hanno come unico scopo rendere più allegri. Nei libri non accade, non esiste un genere commedia, per quanto il concetto stesso di commedia sia nato con la letteratura. Per distrarsi/divertire/intrattenere ci sono i gialli, i thriller, i romanzi d’amore o d’avventura. Raramente i libri mettono di buon umore, e quando lo fanno è un obbiettivo secondario, esplicitato raramente. Per essere considerato letterario, un romanzo deve parlare del senso della vita, o meglio della sua mancanza, mentre allegria e leggerezza ne attenuano la forza, sono una caratteristica di cui ci si deve quasi vergognare.

Non è sempre stato così. Almeno fino al Seicento la letteratura serviva anche a essere allegri: le commedie del teatro greco e latino, le novelle di Boccaccio, l’Orlando furioso di Ariosto, le commedie di Shakespeare, romanzi come Gargantua e Pantagruel di Rabelais, Vita e opinioni di Tristram Shandy gentiluomo di Sterne, perfino il generoso hidalgo Don Chisciotte della Mancia nascono con il dichiarato proposito di rendere più leggera l’esistenza del lettore. Dal Settecento in poi lo scopo della letteratura diventa istruire ed emozionare, narrando di dolori e grandi sentimenti, oppure scavare introspettivamente nell’animo umano. Se la «commedia» sopravvive, lo fa in clandestinità, come genere minore e occulto. Certo, ci sono i libri dei comici e i libri brillanti – e spesso hanno buoni risultati di vendita – ma è come se l’editoria fosse un po’ ritrosa a codificare, anche graficamente, il genere. Per ovviare al problema, e prepararsi all’estate, abbiamo raccolto una serie di libri che mettono di buon umore, o almeno che hanno messo di buon umore il Post, facendolo ridere o quantomeno sorridere. È inutile dire che la selezione è incompleta, e si può implementare.

Vita e opinioni di Tristram Shandy gentiluomo di Laurence Sterne
È il romanzo senza cui non ci sarebbero stati tutti gli altri. Il modello per ogni memoir autobiografico o inventato che sarebbe stato scritto in seguito. Può essere letto anche a piccole dosi, saltando e assaggiando, o addirittura fermandosi sulle pagine nere o marmoree con cui Laurence Sterne si diverte a destrutturare il genere ancora prima che avesse una struttura. (AmazonIBS)

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In viaggio con la zia di Graham Greene
Henry Pulling, cinquant’anni, funzionario di banca in pensione, uomo perbene e grigio, viene travolto dalla vitalità incontenibile di Augusta, la sua zia ottuagenaria, che lo trascina in un viaggio intorno al mondo, coinvolgendolo in assurde storie di droga, sesso e spionaggio. (AmazonIBS)

La zia Julia e lo scribacchino di Mario Vargas Llosa
Le zie ravvivano il mondo. Le storie parallele di Pedro Camacho, che passa la vita a scrivere incredibili storie per Radio Lima, e del giovane Mario, che aspira – come Vargas Llosa – a diventare uno scrittore di successo e incontra sulla sua strada Julia, un’altra zia vedova altrettanto travolgente, ma più giovane e sexy e un po’ meno avventurosa, di quella di Graham Greene. (AmazonIBS)

Il secondo tragico libro di Fantozzi di Paolo Villaggio
Prima dei film, esistevano i libri, che oggi sono stati un po’ dimenticati per la semplice ragione che i film sono più comodi. Un’altra ragione possibile è che i libri possono fare ridere in modo pericoloso e che hanno un nucleo tragico perfino intollerabile. Paolo Villaggio è uno scrittore, forse lo scrittore comico più grande che l’Italia abbia avuto. In Russia qualcuno se ne accorse: «Venezia, primi anni Settanta», ha raccontato Villaggio, «Incontro sulla letteratura italiana tradotta in Unione Sovietica. C’è il sancta sanctorum degli scrittori patentati che mi guarda come un intruso, anche se avevo appena venduto un milione e mezzo di copie di Fantozzi. Viene chiesto a Evtushenko quale autore italiano contemporaneo amasse di più. Risponde: “Vigliacchio, perché mi ricorda Gogol e Cechov”. Tutti ridono e nessuno capisce». (AmazonIBS)

Triste solitario y final di Osvaldo Soriano
Un protagonista è Philip Marlowe, il detective di Raymond Chandler. L’altro protagonista è Osvaldo Soriano, giornalista argentino e scrittore del libro. Marlowe è stato incaricato da Stan Laurel di indagare sui motivi del proprio declino. Soriano sta scrivendo un libro su Marlowe. L’indagine naturalmente va in scena a Los Angeles, coinvolge star come John Wayne, Charlie Chaplin, Jane Fonda, e naturalmente richiede fiumi di alcol. Un gioco sui generi (e sui generis) in cui la commedia inghiotte l’hard boiled e l’Argentina i miti del Nord America. (AmazonIBS)

I fiori blu di Raymond Queneau
Un altro libro a specchi. Queneau racconta in ventuno capitoli le vicende di due personaggi che si sognano a vicenda. Uno è il Duca d’Auge: «Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d’Auge salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trovò poco chiara. Resti del passato alla rinfusa si trascinavano ancora qua e là. Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o due; poco distante un Gallo, forse Eudeno, immergeva audacemente i piedi nella fresca corrente. Si disegnavano all’orizzonte le sagome sfatte di qualche diritto Romano, gran Saraceno, vecchio Franco, ignoto Vandalo. I Normanni bevevan calvadòs». L’altro è Cidrolin che nella Parigi degli anni Settanta beve pastis e cancella la scritta assassino che qualcuno scrive sul cancello vicino al barcone su cui Cidrolin vive, e sogna. (AmazonIBS)

Il birraio di Preston di Andrea Camilleri
Camilleri mette sempre di buon umore perché scrive leggero senza scrivere piatto. Il birraio di Preston ricostruisce una storia realmente accaduta a Caltanissetta a fine Ottocento, da ogni punto di vista possibile: i capitoli, che incominciano sempre camillerizzando un celebre incipit della storia della letteratura, infatti possono essere letti nell’ordine che si vuole. (AmazonIBS)

Quando siete felici fateci caso di Kurt Vonnegut
Nove discorsi tenuti da Vonnegut nelle università americane tra il 1978 e il 2004. Il titolo basta a giustificare la presenza del libro, ma se ai saggi preferite i romanzi tra quelli di Vonnegut la scelta è molto ampia. (AmazonIBS)

Hotel New Hampshire di John Irving
Come Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams, Natura morta con picchio di Tom Robbins e praticamente tutti i romanzi di Kurt Vonnegut, Hotel New Hampshire germina dalla controcultura degli anni Settanta (anche se uscì nel 1981). Qui si narra la storia della famiglia Berrys – Win, Mary e i loro cinque figli – che ristrutturano una scuola per ragazze e la trasformano in un hotel. Nel mezzo ci sono orsi, un viennese di nome Freud, un sidecar, e il cane di famiglia Sorrow imbalsamato a ripetizione. (AmazonIBS)

Esploriamo il diabete con i gufi di David Sedaris
Volendo anche David Sedaris, e anche Foster Wallace e Dave Eggers se è per questo, potrebbero essere considerati eredi dell’umorismo degli anni Settanta. Esploriamo il diabete con i gufi raccoglie 26 saggi per lo più autobiografici in cui si parla di come i padri – quello di Sedaris, e quelli di molti – tendono a vestirsi per presentarsi a tavola, di incontri con tartarughe giganti, colonscopie e del rapporto tra i cinesi e il catarro. (AmazonIBS)

Storia d’amore vera e supertriste di Gary Shteyngart
Anche Shteyngart può essere considerato un figlio di quella storia. Il protagonista dell’ultimo romanzo si chiama Lenny Abramov, emigrato russo americano di seconda generazione, piuttosto sgraziato e assatanato, innamorato di Eunice Park, che ha deciso di diventare immortale in un mondo dove negli Stati Uniti, ormai cinesizzati, governa un Partito bipartisan e Jeffrey la Lontra decide chi mettere o meno sotto controllo, e ogni essere umano è costantemente collegato allo schermo del proprio äppärät. All’inizio del libro Lenny si trova a Roma e frequenta feste popolate di «quarantenni, ricchi figli di registi di Cinecittà che ora scrivono di tanto in tanto sceneggiature per la RAI (un tempo la principale azienda televisiva italiana, ormai prossima al fallimento), quando non sono impegnati a dissipare ciò che rimane delle fortune dei genitori. È questo che ammiro della gioventù italiana, il lento scemare delle ambizioni, la consapevolezza che il meglio è di gran lunga alle spalle. (Una Whitney Houston italiana avrebbe potuto cantare “I believe the parents are our future”). Noi americani abbiamo molto da imparare dal loro declino pieno di grazia». (AmazonIBS)

La versione di Barney di Mordechai Richler
È un classico ormai. Un libro che è andato così di moda nei primi anni Duemila che vien voglia di non citarlo. Però Barney Panofsky è un personaggio che ha una voce e una visione del mondo, nonostante i suoi scoppi di rabbia e le voragini della sua memoria. (AmazonIBS)

La sovrana lettrice di Alan Bennett
A memoria non si ride mai, non c’è un solo momento del libro che strappi una risata, però dalle prime pagine ti si fissa in faccia un sorrisino leggero, discreto, appena accennato e poco spiegabile, se non con lievità affettuosa con cui Bennett sfotte l’ignoranza di Sua Maestà che scopre la lettura in tarda età e ne diventa gradualmente dipendente. (AmazonIBS)

L’inviato speciale di Evelyn Waughn
Nello stato africano di Ismaelia sarebbe in corso un colpo di Stato. Il giovane John Boot viene inviato sul posto da un prestigioso quotidiano. Invece a Ismaelia non sembra succedere niente. C’è solo una folla di giornalisti che, in mancanza di notizie, le inventano. Il romanzo è difficilmente reperibile nell’edizione italiana, ma si trova in inglese: il titolo originale è Scoop(AmazonIBS)

Febbre a 90° di Nick Hornby
Nick Hornby è un classico degli anni Novanta. I suoi tre romanzi più famosi coprono le tre passioni maggiori dei giovani maschi di quell’epoca e forse anche di quella presente: in Febbre a 90° parla del calcio, in Alta fedeltà della musica e in particolare dei vinili, riscoperti di recente anche da maschi meno giovani, e in About a Boy dei confusi sentimenti nei confronti della paternità. (AmazonIBS)

Doña Flor e i suoi due mariti di Jorge Amado
Jorge Amado è uno dei rari scrittori che sono riusciti a unire due cose che normalmente non vanno insieme: la commedia e il sesso. Il suo personaggio più famoso è Doña Flor che viene visitata ogni notte dal defunto marito Vadinho, nonostante il nuovo dorma al suo fianco. (AmazonIBS)

La vera storia del pirata Long John Silver di Björn Larsson
Quando si gioca è difficile essere tristi. Quando si sospende deliberatamente la credulità, leggere può essere un gioco simile a quelli che si fanno da piccoli immaginando di essere maghi, cowboy o pirati. La vera storia del pirata Long John Silver è la continuazione dell’Isola del tesoro di Stevenson dalla prospettiva del pirata Long John, che scrive le sue memorie molti anni dopo i fatti, dopo essere diventato ricco ed essersi trasferito in Madagascar. (AmazonIBS)

La spartizione di Piero Chiara
Sulle vicende umane Piero Chiara ha uno sguardo da entomologo affettuoso. Le piccole miserie lacustri in cui tutto più o meno siamo invischiati vengono descritte, ma non giudicate, suscitando il riso ma non l’irrisione. La storia della Spartizione del 1964 è quella dello scapolo Emerenziano Paronzini, funzionario di Stato e reduce di guerra, che decide di prender moglie appena prima di diventare vecchio. La candidata è Fortunata Tettamanzi, zitella benestante che convive con due sorelle, Camilla e Tarsilla. Per non mettere in crisi il delicato equilibrio tra le sorelle, Emerenziano accetta di farsi spartire e diventare trigamo. (AmazonIBS)

Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo
È un catalogo di pensieri, debolezze, domande che riguardano tutti: scattare con il motorino al verde prima degli altri, interrogarsi sul perché i martelletti rossi per l’uscita d’emergenza nei treni siano custoditi da plexiglas infrangibili, curiosare nei bagni degli ospiti. La chiave del successo del libro, oltre che nel suo stile e nella sua semplicità, sta nello sguardo straordinariamente indulgente e nella piccola fratellanza universale che suggerisce. (AmazonIBS)

La compagnia dei celestini di Stefano Benni
Ai mondiali segreti di pallastrada partecipano le migliori squadre clandestine del mondo. Quella per cui si deve tifare, non che le altre siano antipatiche, è composta dai bambini evasi dall’orfanotrofio dei Celestini nel fetente paese di Gladonia. (AmazonIBS)

Abaddon di James Morrow
L’immenso corpo di Dio viene ritrovato sepolto tra i ghiacci dell’Artico. La Confederazione battista americana decide di trasformarlo in un parco divertimenti a tema. Peccato che Martin Candle, modesto giudice di pace della città di Abaddon in Pennsylvania abbia deciso di portare Dio di fronte al Tribunale internazionale dell’Aia per crimini contro l’umanità. Incomincia così un incredibile, dantesco viaggio nel cervello di Dio, guidati da Sant’Agostino e circondati da numeri, forme e idee di Platone. (Amazon)

L’isola dei pinguini di Anatole France
Intorno all’anno Mille un vecchio monaco sbarca su un’isola bretone con l’idea di evangelizzarla. L’isola è popolata di pinguini, ma il poveretto è quasi cieco e li scambia per esseri umani di bassa statura. Così li battezza. Dopo questo antefatto, France ripercorre l’intera storia pinguinica, dal Medioevo all’ascesa della borghesia, il dilagare di passioni, avidità e invidia, prepotenza e conformismo, ambizioni e vergogna. Fece ridere anche Joseph Conrad, Walter Benjamin e Jung e fu messo all’indice dalla Chiesa cattolica nel 1920. (AmazonIBS)

L’arte di collezionare mosche di Fredrik Sjöberg
È il memoir di un bizzarro naturalista svedese, Fredrik Sjöberg, che si è ritirato su una piccola isola svedese a collezionare silfidi e a riflettere sul mondo, confrontandosi e ricostruendo la vita avventurosa dell’unico uomo che ammiri davvero, René Malaise, un naturalista del passato che ha inventato la trappola per catturare i silfidi. Insomma, un delirio grazioso e intelligente, che fa compagnia. (AmazonIBS)

L’uomo che fu giovedì di Gilbert K. Chesterton
Nessuno dei membri del Consiglio Centrale Anarchico conosce l’identità degli altri. Ognuno ha assunto come nome di battaglia un giorno della settimana. Gabriel Syme viene battezzato Giovedì, anche se in realtà è un agente di Scotland Yard. Ma nella setta nessuno è chi dice di essere, neppure Domenica, il Presidente. Syme si ritrova in un mega complotto in cui tutti sono al contempo investigati e investigatori. (AmazonIBS)

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