(Charlie Crowhurst/Getty Images)

I braccialetti che contano le calorie bruciate non sono proprio infallibili

Uno studio dell'università di Stanford ne ha misurato la precisione, ottenendo risultati disastrosi

(Charlie Crowhurst/Getty Images)

Uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’università di Stanford, in California, e pubblicato sul Journal for Personalized Medicine, ha scoperto che la maggior parte dei fitness tracker, quei dispositivi che si indossano al polso o alla vita e monitorano l’attività fisica, sono poco precisi nel calcolare le calorie bruciate. Lo studio è stato condotto su 60 volontari che hanno camminato, corso e pedalato in bici indossando sette diversi tracker: Apple Watch, Fitbit Surge, Basis Peak, Microsoft Band, PulseOn, MIP Alpha 2 e Samsung Gear S2.

Sei di questi tracker, hanno rilevato le analisi dei ricercatori di Stanford, sono stati precisi nel misurare il battito cardiaco, rimanendo sotto un margine di errore del 5 per cento. Soltanto il tracker di Samsung ha presentato un margine di errore del 6,8 per cento. Dei 60 volontari, 31 erano donne e 29 uomini: il loro battito cardiaco è stato misurato, oltre che dai tracker, da un elettrocardiografo professionale, per avere il dato accurato.

La precisione dei tracker è stata però molto inferiore per quanto riguarda le calorie bruciate. Il metabolismo dei volontari è stato misurato con uno strumento che misurava l’ossigeno e l’anidride carbonica nel fiato, dati che se interpretati possono fornire una stima precisa delle calorie bruciate. Nessuno dei tracker ha fornito una misurazione che rientrasse entro il 20 per cento di margine d’errore: il più preciso ha sbagliato del 27 per cento, il più impreciso del 93 per cento. Il problema principale è che la stessa attività fisica ha effetti diversi sulle persone, a seconda del peso, dell’altezza, della percentuale di massa grassa e del battito cardiaco: lo studio spiega, per esempio, che 10mila passi possono portare a 400 calorie perse in una persona e fino a 800 in un’altra.

La conclusione principale dello studio è che le persone che usano i tracker dovrebbero fare attenzione a basare la propria dieta sulle misurazioni dei dispositivi: «se vai in palestra e pensi di avere perso 400 calorie puoi pensare di avere 400 calorie da giocarti» nel pasto successivo, ha spiegato Euan Ashley, co-autore dello studio. Ashley ha ammesso che la tecnologia dei fitness tracker è migliorata molto negli ultimi anni, ma non è ancora abbastanza precisa. David Ellis, docente della Lancaster University intervistato da BBC, ha detto che le società che producono questi dispositivi dovrebbero condividere gli algoritmi alla base dei calcoli sulle calorie bruciate, per rendere più facile identificare le cause degli errori. I ricercatori di Stanford hanno creato un sito speciale per condividere i dati di questo tipo.