(MIGUEL MENDEZ/AFP/Getty Images)

Mucche, barbecue e futures

Un esempio di economia reale spiegata con le grigliate, l'inverno mite e altre cose concrete

di Lydia Mulvany - Bloomberg
(MIGUEL MENDEZ/AFP/Getty Images)

Gli americani, incoraggiati dall’ottimismo per l’economia degli Stati Uniti ma anche dalle temperature insolitamente alte di febbraio, stanno comprando hamburger come se fosse già arrivata l’estate. La carne di manzo sta andando molto bene e i prezzi all’ingrosso sono i più alti da luglio. È un fatto sorprendente, considerando che negli Stati Uniti il periodo dei barbecue all’aperto inizia tradizionalmente verso maggio.

Ma non sono solo le grigliate a far salire i prezzi della carne di manzo. Gli americani stanno uscendo di casa più spesso per godersi il bel tempo, frequentano ristoranti e ordinano tagli di carne più costosi, come per esempio le bistecche. La domanda è salita anche al di fuori degli Stati Uniti, con un grande aumento delle spedizioni verso paesi come Giappone e Corea del Sud. Tutto questo sta intaccando la produzione generale, attirando allo stesso tempo l’interesse dei fondi speculativi, che per la prima volta in quattro settimane hanno aumentato le scommesse sul rialzo dei prezzi del bestiame. «In tutta onestà quest’anno non abbiamo avuto l’inverno, e questo ha fatto sì che ci fossero ancora molte possibilità di fare grigliate», ha detto Don Close, vicepresidente responsabile della ricerca agroalimentare della società di servizi finanziari Rabobank International di St. Louis, in Missouri, dove a febbraio le temperature hanno raggiunto i 27 gradi. «Tra i prodotti a basso prezzo c’è un movimento continuo e abbiamo mantenuto un buon margine su quelli di fascia più alta», ha aggiunto Close.

Striscia vincente

L’aumento del prezzo della carne di manzo ha dato slancio al mercato del bestiame. I futures sul bestiame scambiati a Chicago sono in aumento da tre settimane consecutive e sono salite dello 0,9 per cento, raggiungendo i 1,09831 euro alla libbra (circa 0,4 chilogrammi). Quest’anno ad aprile il contratto future è salito dello 0,9 per cento.
Per i gestori di fondi i guadagni potrebbero aumentare ancora. Stando ai dati pubblicati il 3 marzo dalla Commodity Futures and Trading Commission, l’agenzia del governo americano che regola i mercati di futures e opzioni, la posizione lunga netta del bestiame – cioè la differenza tra le scommesse sull’aumento dei prezzi e quelle sul loro calo – è salita dell’1,3 per cento nella settimana conclusasi il 28 febbraio.

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Per il clima primaverile gli appassionati di barbecue negli Stati Uniti possono ringraziare le temperature più alte del normale dell’Atlantico occidentale e nel Golfo del Messico, oltre all’aumento dei venti dal sud che hanno portato il caldo verso nord. Secondo i dati del National Center for Environmental Information, relativi ai trenta giorni conclusi venerdì scorso, negli Stati Uniti sono stati raggiunti 6,172 picchi di temperature giornaliere, mentre quelli relativi ai giorni freddi sono stati solo 281. La primavera inizierà ufficialmente il 20 marzo.

In questo momento i prezzi del bestiame sono talmente vantaggiosi per chi vende da spingere gli allevatori americani ad anticipare la vendita degli animali o a mandarli nei mercati invece di farli ingrassare più a lungo, ha detto Close. Quando arrivano al macello gli animali pesano meno: nella settimana conclusasi il 4 marzo il peso medio è sceso di circa lo 0,7 per cento rispetto all’anno precedente, stando ai dati del governo americano. Il minor peso degli animali sta contribuendo a compensare l’aumento delle macellazioni settimanali, cresciute di circa l’8 per cento rispetto all’anno scorso. Ciononostante, alcuni segnali mostrano che oggi la domanda è più forte rispetto agli aumentati volumi di macellazione.

Margini positivi

Per il settore della lavorazione della carne di manzo i margini stanno diventando positivi. Secondo i dati di HedgersEdge, al 3 marzo le aziende che si occupano di macellare, lavorare e confezionare la carne guadagnavano 18,98 euro circa per ogni capo di bestiame, rispetto ai 78,46 persi per ogni capo a gennaio: sono i risultati migliori dal 2014, se non addirittura prima, relativamente a questo periodo dell’anno.

Il miglioramento del contesto macroeconomico negli Stati Uniti, nell’Unione Europea e in Cina continuerà a sostenere la domanda di carne di manzo per quest’anno, ha detto l’analista Rajesh Singla di Société générale in un rapporto pubblicato il 15 febbraio. Il mese scorso la fiducia dei clienti americani è cresciuta inaspettatamente, raggiungendo il livello più alto dal 2001.
Le esportazioni stanno intaccando le scorte americane. A dicembre i volumi delle esportazioni degli Stati Uniti sono stati più alti del 24 per cento rispetto all’anno scorso, raggiungendo le 116,846 tonnellate, il livello più alto registrato nel mese di dicembre, secondo gli ultimi dati della U.S. Meat Export Federation. Ciononostante i prezzi potrebbero aumentare al punto da scoraggiare i venditori al dettaglio dal fare scorte. Il prezzo della carne di manzo all’ingrosso è il più alto da luglio, cosa che potrebbe portare ad avere meno promozioni durante il periodo primaverile, in cui tradizionalmente le richieste di carne di manzo aumentano molto. Nei prossimi mesi, poi, ci si aspetta che sul mercato arrivino più capi di bestiame, aumentando così le probabilità che il rialzo dei prezzi si fermi.

«Aumentando i prezzi con troppo anticipo si prepara il campo a una domanda e una quantità minore durante il tradizionale periodo delle grigliate», ha detto Altin Kalo, analista di Steiner Consulting Group, una società che fornisce consulenza economica e sulle negoziazioni di materie prime con sede a Manchester, in New Hampshire. «Si rischia di influenzare i futures per il periodo successivo a Pasqua e al Memorial Day», che negli anni scorsi ha segnato l’inizio della stagione dei barbecue estivi negli Stati Uniti, ha detto Kalo.

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