(ANSA / ARCHIVIO / kld)

Abu Omar è contento per la grazia a Sabrina de Sousa

L'imam rapito nel 2003 dice che l'agente della CIA condannata per il suo rapimento ha già subito «tanta ingiustizia»

(ANSA / ARCHIVIO / kld)

L’imam egiziano Abu Omar, rapito dalla CIA nel 2003 a Milano e poi torturato in Egitto, ha detto di essere contento per la grazia parziale che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso a Sabrina de Sousa, uno degli agenti della CIA condannati per il suo rapimento. Intervistato dall’agenzia Adnkronos, Omar ha detto:

«Ci speravo, sono felice per questa decisione – commenta l’ex imam, raggiunto telefonicamente da Adnkronos International -, soprattutto perché un anno fa avevo chiesto personalmente al presidente italiano di perdonarla»

De Sousa era stata condannata, con altre persone, a sette anni di carcere per il reato di sequestro di persona, pena ridotta a quattro anni per via dell’indulto del 2006. Con la grazia parziale la pena di De Sousa è stata ridotta di un altro anno, portandola a tre, condizione che permetterà ai suoi legali di chiedere di scontarla con soluzioni alternative al carcere. Abu Omar, il cui vero nome era Osama Hassan Mustafa Nasr, venne rapito il 17 febbraio del 2003 dalla CIA con la collaborazione di agenti italiani. Fu sequestrato e portato in Egitto dove fu torturato.

Il suo caso è stato al centro del primo processo civile che ha indagato le responsabilità delle detenzioni illegali statunitensi, e non è ancora stato chiarito fino in fondo il ruolo e l’effettiva collaborazione dei servizi segreti italiani con quelli degli Stati Uniti nella vicenda. Diversi agenti della CIA sono stati condannati, ma quasi tutti hanno ricevuto la grazia. All’Adnkronos, Omar ha anche detto: «Spero che la CIA mi riconosca il risarcimento ordinato dai tribunali italiani, che sarebbe di 1,5 milioni di euro».

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.