Beppe Grillo e Virginia Raggi durante un incontro in Campidoglio a Roma il 12 luglio 2016, in una foto pubblicata sul profilo Twitter di Raggi

Beppe Grillo dice che a Roma «Non c’è un piano b»

Cioè non ci sono alternative alla sindaca Virginia Raggi, dice anche che nessun giornale ha parlato dell'approvazione del bilancio della città, ma non è vero

Beppe Grillo e Virginia Raggi durante un incontro in Campidoglio a Roma il 12 luglio 2016, in una foto pubblicata sul profilo Twitter di Raggi

In un post sul suo blog, il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo ha scritto che «Per Roma non esiste nessun piano b». Grillo probabilmente intende rispondere alle notizie, riportate da diversi giornali, secondo cui numerosi dirigenti del partito sono sempre più scettici e ostili nei confronti della sindaca di Roma Virginia Raggi e che ci sarebbe una sorta di piano per sostituirla, in qualche modo.

Per Roma non esiste nessun piano b. Il comportamento che Virginia Raggi e il MoVimento 5 Stelle devono tenere nel caso di vicende giudiziarie è esplicato nel codice etico e nel codice di comportamento che hanno firmato i portavoce eletti in consiglio comunale a Roma. Siamo vicini a Virginia in questo momento difficile e la giunta ha la nostra fiducia. L’altro ieri è stato approvato il bilancio preventivo nei tempi stabiliti, un record positivo per Roma e per le grandi città italiane. Nessun giornale si è degnato di parlarne, pensano solo al gossip di basso livello. Avanti così.

Il Post, come gran parte dei giornali italiani, aveva riportato la notizia dell’approvazione del bilancio, ricordando tra l’altro che l’Organo di Revisione Economico-Finanziaria (OREF), l’ufficio indipendente che valuta i bilanci del comune, aveva comunque definito la situazione in «equilibrio precario». Una prima versione del bilancio era stata bocciata lo scorso dicembre.

In ogni caso, per definizione a Roma non può esserci “un piano B” che non siano nuove elezioni. Nei comuni italiani vige il principio simul stabunt vel simul cadent, ossia “così come stanno insieme, così cadranno”. Significa che in caso di caduta del sindaco, cade tutto il consiglio comunale. Non è quindi possibile sostituire il sindaco così come, ad esempio, si può fare con il presidente del Consiglio.