(Da "Il curioso caso di Benjamin Button")

IMDb ha fatto causa alla California

È una questione che va avanti da anni: il famoso sito di cinema vuole poter scrivere l'età degli attori, una legge della California ha detto che in certi casi non può farlo

(Da "Il curioso caso di Benjamin Button")

IMDb ha fatto causa allo stato della California, dopo che lo stato della California aveva fatto una legge per impedire al sito di mostrare l’età di alcuni attori, dopo forti pressioni del sindacato degli attori americani.

È una questione complicata. Dall’inizio: IMDb – acronimo di Internet Movie Database – è il più grande sito al mondo per informazioni sul cinema e sulle serie tv. Tra le tantissime cose che ci si trovano ci sono informazioni su attori, registi e gente di cinema, età compresa. Qualche anno fa la Writers Guild of America e la Screen Actor Guild (rispettivamente, il sindacato degli sceneggiatori e quello degli attori) chiesero agli amministratori di IMDb di poter chiedere di eliminare l’età dai profili di attori e sceneggiatori che lo desiderano a causa della discriminazione che potrebbero subire.

È una storia che sembra piccola e buffa, ma in realtà ha dietro questioni complesse – la discriminazione nei confronti di attori e professionisti meno giovani di altri e il primo emendamento, pure – ed è diventata così seria che a settembre la California – dove ha sede IMDb – approvò una legge che imponeva al “server provider che offre servizi professionali ai siti commerciali di intrattenimento” (cioè IMDb) di rimuovere l’eta nei casi in cui attori o professionisti lo chiedessero. La legge specificava che IMDb avrebbe avuto cinque giorni di tempo per rimuovere ogni richiesta.

L’11 novembre IMDb ha però fatto causa alla California di cambiare quella legge «perché non fa migliorare le cose e non riesce nemmeno a raggiungere il suo obiettivo», cioè ridurre le discriminazioni basate sull’età degli attori. IMDb ha anche spiegato di ritenere che la legge va contro il primo emendamento degli Stati Uniti (che garantisce e tutela la libertà di culto, di parola e di stampa, e a cui ci si appella spesso in difesa della libertà di espressione in rete) e altri principi della costituzione statunitense. IMDb ha anche scritto che lo stato della California intende «frenare la libertà d’espressione e minacciare l’accesso del pubblico ai fatti». Nel testo depositato da IMDb c’è anche scritto: «i pregiudizi e i preconcetti sono causa di discriminazione, non le vere informazioni». IMDb si è anche lamentata di essere l’unico sito colpito da questa legge, quando esistono il realtà «una miriade di altre fonti d’informazione che mettono le stesse informazioni»: Wikipedia, giusto per dirne uno. Per il momento non ci sono stati commenti o risposte ufficiali del sindacato degli attori al documento depositato da IMDb.

IMDb esiste dal 1990 ed è uno dei cento siti più visitati al mondo: è di proprietà di Amazon, ed è, tra le altre cose, uno strumento utilissimo per scoprire curiosità sui film o per cercare informazioni specifiche (tutti i film girati a Milano, per esempio, o tutte le volte che una canzone dei Beatles è stata usata come colonna sonora). La sua sezione più famosa è la Top 250, una classifica dei primi 250 film di tutti i tempi votati dagli utenti registrati al sito, che possono votare con un voto da “1” a “10”. I voti vengono filtrati tramite una formula matematica di tipo bayesiano che genera il punteggio finale, utilizzando algoritmi per filtrare i dati e fornire una classifica il più possibile non alterata.

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