La manifestazione a Seul per chiedere le dimissioni della presidente Park Geun hye, 5 novembre 2016 (Chung Sung-Jun/Getty Images)
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  • sabato 5 Novembre 2016

La manifestazione contro Park Geun hye

A Seul migliaia di persone hanno chiesto le dimissioni della presidente della Corea del Sud, per quello scandalo da film di cui si parla da giorni

La manifestazione a Seul per chiedere le dimissioni della presidente Park Geun hye, 5 novembre 2016 (Chung Sung-Jun/Getty Images)

Decine di migliaia di persone si sono riunite oggi a Seul, la capitale della Corea del Sud, per chiedere le dimissioni della presidente Park Geun hye, coinvolta in un grave scandalo di cui si parla da diversi giorni. Reuters ha scritto che quella di sabato è stata una delle più grandi manifestazioni tenute nel paese dal 2008 ad oggi: secondo la polizia hanno partecipato 43mila persone, secondo gli organizzatori circa 100mila. Park è accusata di avere subito per anni la forte influenza di Choi Sono-sil – una privata cittadina senza alcun incarico pubblico – la quale grazie a questa amicizia avrebbe estorto a grosse aziende nazionali 69 milioni di dollari sotto forma di donazioni a favore di due fondazioni private che dirige. Park è stata costretta a scusarsi pubblicamente per i suoi legami con Choi, che nel frattempo è stata arrestata, e ha promesso di collaborare con l’autorità giudiziaria nelle indagini in corso sul suo operato.

Lo scandalo che coinvolge Park e Choi è molto discusso in Corea del Sud, soprattutto perché Choi è la figlia di un personaggio controverso, il cui rapporto con Park già in passato era stato oggetto di polemiche e allusioni. Il padre di Choi, morto nel 1994 a 82 anni, si chiamava Choi Tae-min ed era il fondatore di una setta religiosa chiamata la “Chiesa della vita eterna”. Era un ex agente di polizia, sposato sei volte, monaco buddista e poi convertito al cattolicesimo. Aveva conosciuto Park – che è figlia di un ex presidente della Corea del Sud, Park Chung-hee – dopo l’assassinio della madre di lei, nel 1974. Secondo un documento dell’intelligence sudcoreana risalente agli anni Settanta e pubblicato nel 2007, Choi si avvicinò a Park dicendole che sua madre gli era apparsa in sogno, chiedendogli di aiutarla: divenne quindi il mentore di Park; la aiutò a inserirsi e arrivare al vertice di un gruppo filo-governativo chiamato “Movimento per una nuova mente”. Secondo alcuni documenti dell’intelligence di allora, Choi usò il suo legame con Park per mettere in piedi un esteso sistema di corruzione (la storia intera si può leggere qui). Dopo la morte di Choi, sembra che il suo posto sia stato preso dalla figlia.

Nei giorni scorsi i gruppi di opposizioni e diversi quotidiani sudcoreani hanno criticato duramente Park, chiedendo le sue dimissioni. Il suo indice di gradimento è crollato: secondo un sondaggio realizzato venerdì da Gallup, solo il 5 per cento dei sudcoreani continua a sostenere Park, il livello di consenso più basso mai registrato per un presidente della Corea del Sud da quando si è cominciato a misurare questo dato, nel 1988. Negli ultimi giorni Park ha cercato di reagire alla crisi sostituendo alcuni suoi collaboratori, ma sembra che non sia servito a molto. Park è stata eletta presidente nel 2013 e il suo mandato dura cinque anni, fino al 2018: la Costituzione sudcoreana non prevede un secondo mandato per il Presidente.