Una scena del film "Le iene"
  • Moda
  • mercoledì 2 Novembre 2016

Le cravatte si stanno allargando?

Dopo un periodo di grande popolarità delle versioni strette, sembra che i marchi di cravatte stiano cambiando direzione

di Troy Patterson – Bloomberg
Una scena del film "Le iene"

Nascosta a pagina 86 del catalogo di ottobre di J. Crew – un marchio di moda americano conosciuto soprattutto negli Stati Uniti, ma che ha negozi anche in Francia e Regno Unito, oltre a un sito di e-commerce dal quale è possibile comprare vestiti da gran parte del mondo – c’è una frase che farà gelare il sangue a qualsiasi uomo che abbia fatto shopping negli ultimi cinque anni: «Abbiamo allargato le nostre cravatte di circa 0,63 centimetri per adeguarci alle moderne proporzioni in evoluzione».

È quasi un inciso, una specie di riflessione a margine. Ma per i clienti affezionati alle cravatte di J. Crew – e che investono nei modelli larghi circa 6,35 centimetri dal 2011 – è il segno di un cambiamento potenzialmente epocale. In generale, la larghezza delle cravatte nel mercato sta diminuendo dall’inizio del decennio: ma è possibile che le cravatte da uomo stiano diventando nuovamente più larghe dopo un fugace periodo di linee discrete e pulite? Questo piccolo allargamento è l’inizio di un percorso in discesa che le porterà a diventare delle dimensioni di una vela?

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Un uomo guarda delle cravatte nel negozio di Hermès in via Sant’Andrea a Milano (Bloomberg/Giuseppe Aresu)

Niente panico. Allentate il colletto della vostra camicia, fate un bel respiro e leggete un po’ di contesto: gli uomini che comprano le cravatte di J. Crew sono relativamente giovani, hanno ancora l’aspetto da ragazzo e l’aria disinvolta, cosa che li ha aiutati a portare cravatte da 6,35 centimetri. Le cravatte standard di marchi dall’aspetto più serioso come Charles Tyrwhitt e Thomas Pink non sono mai state così strette, e si fermano a 8 centimetri. Per adesso, poi, non stiamo parlando di un’inversione di rotta repentina ma solo dell’indicazione di un cambiamento futuro. Le cravatte da 6,35 centimetri rimangono il modello più venduto dal sito di abbigliamento The Tie Bar, secondo la presidente della società Allyson Lewis, che però ha sottolineato come «nell’ultimo anno le cravatte da otto centimetri si siano un po’ riprese».

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La stilista Donatella Versace, l’attore Nolan Gerard Funk e la cantante Lady Gaga alla festa per gli Oscar di Vanity Fair, nel 2014 (Pascal Le Segretain/Getty Images)

«Oggi le cravatte più diffuse vanno in media dai 7,6 agli 8,2 centimetri di larghezza circa», ha detto Andrew Tarshis, proprietario di Tiecrafters, uno dei principali servizi di pulizia e modifica delle cravatte negli Stati Uniti. «È una larghezza affidabile», ha aggiunto. Uno sguardo alle misure di grandi marchi di cravatte come Brooks Brothers (8,2 centimetri) e Hermès (8 centimetri per il suo modello classico, contro i 7,5, o meno, per i suoi modelli “contemporanei”) conferma questa tesi, avvalorata anche dall’esperienza di Lewis con The Tie Bar: sette anni fa la larghezza più popolare per le cravatte della società era quasi 8,9 centimetri; oggi hanno addirittura smesso di produrre modelli di quella larghezza e se si escludono le giacenze di magazzino il modello più ampio di The Tie Bar «è passato a 8,2 centimetri», ha detto Lewis.

Dalla fine degli anni Duemila la larghezza delle cravatte dei marchi tradizionali è generalmente andata restringendosi, come conseguenza dell’influenza di stilisti più moderni come Thom Browne e Hedi Slimane, che avevano introdotto qualche anno prima nelle sfilate completi più aderenti e corti (Browne) e profili maschili ultra-slim (Slimane nelle sue collezioni per Dior). Quando l’influenza di questi nuovi completi è arrivata nei centri commerciali di tutto il mondo, la larghezza delle cravatte è stata diminuita per abbinarle ai baveri sempre più piccoli. Senza che nemmeno se ne renda conto, oggi un papà che non segue la moda indossa probabilmente cravatte più strette rispetto a vent’anni fa. I completi “skinny”, però, stanno progressivamente passando di moda sulle passerelle e vengono rimpiazzati da modelli con le spalle “più morbide” in stile italiano e un’aria di maggiore rilassatezza. Ora che i baveri dei completi hanno smesso di ricordare coltelli da disosso, è normale che le cravatte debbano allontanarsi dal modello Iene.

La mia personale previsione è che le cravatte strette e quelle più ampie da uomo d’affari convergeranno su una misura a metà strada da 7,62 centimetri. Non penso ci sia motivo di preoccuparsi del ritorno delle cravatte della misura da tovagliolo messe in mostra al draft NBA nella metà degli anni ’90 («Erano troppo larghe», ha detto Tarshis ripensando a quel periodo. «In alcuni dei vecchi episodi del Tonight Show le cravatte di Johnny Carson erano larghe addirittura dai 10,10 agli 11,4 centimetri circa»).

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Gli ex conduttori televisivi americani David Letterman e Johnny Carson durante una puntata del Tonight Show, il 30 agosto 1991 (AP Photo/Bob Galbraith, File)

Detto questo, le cravatte più larghe continueranno a stare bene su uomini più massicci e su quelli che preferiscono le camicie con il colletto alla francese, allo stesso modo in cui continueranno a esserci uomini che prediligono modelli più larghi per ragioni filosofiche. Alcuni degli attuali modelli di Tom Ford arrivano a 9,5 centimetri: «Le cravatte e le giacche “skinny” danno un po’ un senso di insufficienza e di severità», disse una volta Ford durante un’intervista. «Penso che accentuare la naturale forma a “V” del corpo maschile faccia apparire un uomo più virile, meno infantile e, in generale, più potente».

© 2016 – Bloomberg