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Il regista di “Mine” e lo streaming illegale

Fabio Guaglione ha raccontato di una discussione avuta con alcuni utenti di un sito di streaming, a cui aveva chiesto di andare al cinema e pagare per vedere il suo film

Fabio Guaglione, con Fabio Resinaro, è uno dei registi di Mine, film uscito in Italia lo scorso 6 ottobre. Resinaro e Guaglione hanno 35 anni, si sono conosciuti al liceo a San Donato Milanese, e Mine è il loro primo lungometraggio. In un articolo sulla Stampa di oggi Guaglione ha raccontato che quattro giorni dopo l’uscita del suo film nei cinema aveva trovato su un sito che permette di vedere film gratuitamente in streaming i messaggi di alcuni utenti che chiedevano quando sarebbe stato disponibile Mine, decidendo di rispondere con un commento e chiedendo alle persone di andare al cinema e pagare per vedere Mine: «È la richiesta di uno che ci ha sputato sangue per 3 anni e mezzo per realizzarlo. Ed in più…il film può piacervi o meno ma abbiamo lavorato duro per confezionare uno spettacolo audiovisivo potente per la sala. È veramente un appello accorato. Grazie». Il post di Guaglione, come ha raccontato, è stato seguito da molti commenti e repliche dello stesso regista.

Mine stato prodotto negli Stati Uniti ed è ambientato in Afghanistan: parla di un soldato dei Marine che viene mandato insieme a un altro militare nel deserto, per uccidere un terrorista. I due soldati si perdono però in una tempesta di sabbia e finiscono in un campo minato: uno dei due muore, l’altro calpesta una mina e sa che se dovesse togliere il piede da lì la farebbe esplodere. Si trova quindi in mezzo al deserto, in “territorio nemico”, senza potersi muovere, in attesa di soccorsi.

«Mi avevano sconsigliato di farlo. E invece, come al solito, ho fatto quello che mi sentivo. Quando ho visto su un famoso sito di streaming illegale che alcuni utenti richiedevano di vedere il nostro film ancora prima dell’uscita in sala, lo sconforto mi ha fatto abbassare le spalle di fronte al monitor. Non ci ho pensato molto, e ho scritto un commento sotto la pagina del film. Con «film» intendo Mine, progetto di cui sono co-sceneggiatore e regista assieme al mio omonimo Fabio Resinaro, attualmente nei cinema grazie a Eagle Pictures. Un film che è costato lavoro, fatica e soldi a tante persone; 106 minuti in cui sono racchiusi tre anni di sogni, sacrifici, lacrime, sangue e sabbia. No, non esagero.

Per far arrivare nei cinema la storia di un soldato con un piede sulla mina abbiamo scommesso tutto, anche quello che non avevamo. Due italiani esordienti e sconosciuti hanno convinto un produttore americano ed una star hollywoodiana a seguirli in questo progetto rischiosissimo. Ce l’abbiamo fatta grazie a pianificazione, tanto fervore e l’arte «made in Italy» di sapersi arrangiare. Ma una volta conquistata questa preziosa occasione, è iniziato un viaggio più lungo e arduo del previsto fatto di scontri creativi, litigi personali, notti insonni, debiti economici, complicazioni legali e coliti».

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