(ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)
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Susan Sarandon da 70 anni

No, non è vero: è nata che si chiamava in un altro modo, ma dopo si è fatta notare parecchio, vincendo Oscar, attaccando Hillary Clinton e giocando a ping pong

(ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Susan Sarandon, che oggi compie 70 anni, dove l’abbiamo visto la prima volta? Fermatevi un attimo a pensarci, e vediamo cosa vi viene in mente: poi vi diciamo la nostra.

Noi la prima volta l’abbiamo vista in Prima Pagina, del 1974: ma non ce ne siamo accorti tantissimo. La scena era completamente rubata da Jack Lemmon e Walter Matthau in quel remake – uno dei tanti – di una fantastica storia di abiezioni e riscatti del giornalismo. Lei lì aveva 28 anni, aveva già fatto qualche film (pure La mortadella di Monicelli). Poi negli stessi anni l’abbiamo vista in un incerto film di aviatori con Robert Redford, Il temerario, e infine in una delle sue parti ancora più memorabili, quella del Rocky horror picture show, nel 1975.

Poi in Pretty baby era la madre di Brooke Shileds. E in Atlantic City, ancora di Louis Malle, allora molto ammirato, poi si è un po’ perso: dove fu candidata la prima volta all’Oscar, di cinque. Poi ci fu Miriam si sveglia a mezzanotte, nel 1983, che si fece notare soprattutto per David Bowie ma anche per la scena tra Sarandon e Catherine Deneuve.

Poi Le streghe di Eastwick, in una divertente compagnia di ragazze, e Bull Durham, film sul baseball non dei migliori ma di grosso successo con Kevin Costner. Ci conobbe Tim Robbins, 12 anni più giovane, e si misero insieme per vent’anni facendo due figli (lei ne aveva già una dal regista italiano Franco Amurri, 12 anni più giovane; prima, era stata sposata con Chris Sarandon, di cui si era tenuta il cognome, e aveva avuto relazioni sia con Malle che con Bowie). Nel 1989 fu in Un’arida stagione bianca, buon film di Sudafrica e apartheid con Marlon Brando (intanto fece molti altri film, stiamo su quelli più memorabili). E nel 1991, in Thelma e Louise con Geena Davis, il film per cui dopo si poté dire a chiunque “Susan Sarandon, quella di Thelma e Louise” (poi bisognava spiegare quale delle due). Seconda nomination all’Oscar.

L’anno dopo L’olio di Lorenzo, e altra nomination. Nel 1994 Il cliente, dal romanzo di John Grisham, e altra nomination, forse degna di miglior causa. Nel 1995, al quinto tentativo, vinse l’Oscar per Dead man walking (sì, come sentite da Tom Hanks, l’accento di Saràndon è sulla seconda a).

Da lì in poi, Sarandon ha fatto un’altra cinquantina di film (tra cui Nemiche amiche, Shall we dance, Cloud atlas, La regola del silenzio, il secondo Wall Street), e in mezzo tanto teatro e televisione. E poi ha fatto tanta politica: per i diritti delle donne e degli omosessuali, contro la guerra in Iraq, contro la pena di morte, a sostegno di diversi candidati alla presidenza degli Stati Uniti. Una volta ha dato del nazista a papa Benedetto XVI e ancora quest’anno hanno fatto notizia il suo impegno a favore della candidatura di Bernie Sanders e soprattutto i suoi attacchi contro Hillary Clinton.

Susan Sarandon è molto forte a ping pong, ed è nata nel Queens, a New York, il 4 ottobre del 1946.