• Cultura
  • giovedì 22 settembre 2016

9 ragioni per essere contenti dell’autunno

Dalle foto bellissime che scatterete alle serie tv che ricominciano, per esempio: e anche pioggia e raffreddore si possono superare indenni, se uno sa come muoversi

(Spencer Platt/Getty Images)

Qual è stata la prima cosa a cui avete pensato quando questa mattina Google vi ha severamente ricordato che mancavano poche ore alla fine dell’estate? Che arriveranno venti freddi, giornate corte e buie, caloriferi accesi e dita gelate? O avete fantasticato sui fuochi nei caminetti, i maglioni di lana, i colori nei parchi degli alberi ingialliti? Il mondo si divide, come in moltissime altre cose, tra quelli che si chiuderanno in casa per giorni – la prima fase dell’elaborazione del trauma è il rifiuto – e quelli che cominceranno anche ad accatastare legna da ardere pur non avendo un camino. Per tutti e due i gruppi, abbiamo raccolto qui un po’ di buoni motivi per iniziare bene la stagione, un po’ di consigli per non esserne spaventati e un paio di cose belle da sapere: per esempio, lo sapete perché in inglese l’autunno ha due nomi?

Come dite? Come è andata da queste parti questa mattina? Così, circa.

Ok, prima cosa: non è vero che l’estate è la stagione più bella. Certo, si possono fare un sacco di cose e fa caldo, si lavora o si studia di meno e si fa qualche vacanza in più, ma l’autunno è di gran lunga più fotogenico. Il giallo, il rosso, la luce bassa, le finestre illuminate, la condensa sui vetri. Non c’è paragone, arrivando da una stagione di prati secchi, fronti sudate e maledette foto-delle-vacanze. Questo è quello che vi aspetta, in alto lo spirito!

Volete fare tono su tono? PANTONE, la società diventata nel tempo sinonimo di una delle classificazioni di colore più conosciute e importanti al mondo, ha pubblicato qualche mese fa il suo Fashion Color Report, in cui indica quali saranno i dieci colori dell’autunno 2016.

Vi abbiamo mostrato delle cose belle e vi abbiamo suggerito come essere in tinta con quelle cose belle. Andiamo avanti: farà freddo, farà buio presto e ci saranno un sacco di serate da passare a casa. Siete fortunati perché ci sono una montagna di cose che vale la pena leggere o vedere e qui ve ne abbiamo raccolte un po’, perché quella lista di film da recuperare che avevate iniziato dopo gli Oscar è probabilmente finita nello stesso cassetto della tessera della palestra. Quest’autunno usciranno tante nuove serie tv, per esempio, e poi ricominceranno quelle vecchie. Qui abbiamo raccolto tutte le cose da sapere, ordinate per data di uscita e con un po’ di informazioni per decidere cosa vedere e cosa no. Che anche le serate sul divano non sono infinite.

Che noia le serie tv, tutti che guardano le serie tv, tutti che parlano di serie tv, vogliamo il cinema. Ok. Se volete proprio andare al cinema, in moltissime sale fino a febbraio un mercoledì al mese costerà due euro. Se invece è solo che vi piacciono i film, questa è una bella classifica fatta per BBC da 177 critici di tutto il mondo: mette in fila i 100 migliori film del 21esimo secolo, e quindi magari ci trovate anche molte cose che vi siete persi negli ultimi anni. Se volete andare in ordine, spoiler, il primo è Mulholland Drive.

Che noia la tv, che noia il cinema: ma davvero non sappiamo più fare altro? Dobbiamo stare lì tutto l’inverno a rimbambirci davanti a uno schermo? Non possiamo leggere un libro, anzi, UN-BUON-LIBRO? Possiamo. Questi sono i 13 libri più interessanti che usciranno questo autunno: quello di Roberto Saviano, il nuovo romanzo di Don De Lillo e una nuova versione di Seta di Baricco, tra le altre cose. E non provate a comprare l’ebook.

Le sere sono coperte, dunque. Però per arrivarci dovrete passare sani e salvi attraverso i giorni di pioggia. È così, è autunno. La domanda che ci si fa ogni volta, invece, é: meglio correre o camminare, sotto la pioggia? Ci si bagna meno andando piano ma facendo meno schizzi o provando minimizzare il tempo che passiamo sotto la pioggia?

Qualche anno fa Franco Bocci della Facoltà di Ingegneria di Brescia aveva provato a dare una risposta, e aveva spiegato che «in linea di massima la miglior cosa da fare è correre, il più veloce possibile: non sempre, ma in generale. Se sei molto magro, è più probabile che ci sia una specifica velocità ottimale. Per gli altri casi è meglio correre molto velocemente. Se però la pioggia è accompagnata dal vento le cose cambiano: se l’aria soffia a favore (quindi il vento spinge nella direzione in cui ci si sta muovendo) la velocità ottimale è la stessa del vento.

P. S.: sapete a cosa è dovuto l’odore tipico di quando piove? No? Avete imparato una parola nuova, allora.

Se non è bastato, vi siete bagnati e ammalati, qui abbiamo messo insieme una fondamentale guida di sopravvivenza al raffreddore. Oltre che spiegarvi come si prende il raffreddore, cos’è e come si cura, la pratica guida del Post vi farà anche fare un figurone quando spiegherete a tutti i vostri amici che NON È VERO CHE IL FREDDO FA AMMALARE.

I vostri amici sapevano già quella del freddo? Allora spiegategli come mai in inglese l’autunno ha due nomi: autumn, più comune nel Regno Unito, e fall, diffuso sopratutto negli Stati Uniti. È una storia un po’ lunga, non possiamo scriverla tutta qui, però questo è l’inizio:

Mentre i termini per indicare l’estate (summer) e l’inverno (winter) si stabilizzarono infatti circa mille anni fa, quelli utilizzati per la primavera e l’autunno sono molto più recenti e sono cambiati più volte nel tempo. Questo perché le persone non pensavano all’anno come una sequenza di quattro stagioni, ma si concentravano sostanzialmente sul periodo più caldo e quello più freddo. Come attestano diversi dizionari – tra cui il Thomas Blount e il Samuel Johnson – alla fine del Settecento le persone di lingua inglese non erano d’accordo nemmeno su quale fosse il periodo che indicavano come autunno: per alcuni andava da agosto a novembre, altri lo facevano iniziare – come accade ora – con l’equinozio di settembre e terminare con il solstizio di dicembre.

(Continua a leggere)

Avete le spalle coperte, siete pronti ad andare incontro alla nuova stagione. Abbiamo fiducia in voi. Per salutarvi, però, una poesia. E non di uno qualsiasi.

«Dove sono i canti della primavera? Sì, dove sono?
Non pensarci, anche tu hai la tua musica»

(To Autumn, del poeta romantico inglese John Keats, 19 settembre 1819)

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