La prima foto dall'orbita di Giove scattata dalla sonda Juno (NASA.gov)

La prima foto di Juno dall’orbita di Giove

La sonda della NASA l'ha scattata a 4,3 milioni di chilometri dal pianeta, ma il meglio dobbiamo ancora vederlo

La prima foto dall'orbita di Giove scattata dalla sonda Juno (NASA.gov)

La NASA ha diffuso una prima fotografia di Giove scattata dalla sua sonda spaziale Juno, che ha raggiunto l’orbita del pianeta il 5 luglio scorso (era ancora il 4 luglio negli Stati Uniti). L’immagine è stata scattata sei giorni dopo la manovra che ha permesso alla sonda di rallentare e di iniziare a girare intorno al pianeta più grande del Sistema solare. Giove è quindi visto a una distanza di 4,3 milioni di chilometri, ma grazie allo zoom della fotocamera e alle dimensioni del pianeta (il suo diametro è di quasi 140mila chilometri) sono visibili diversi dettagli. Il più evidente è la Grande Macchia Rossa, la colossale tempesta che dura da almeno tre secoli ed è la più grande di tutto il Sistema solare, talmente ampia da potere contenere quasi tre pianeti delle dimensioni della Terra.

Nella fotografia scattata da Juno sono anche visibili tre delle quattro più grandi lune di Giove: Io, Europa e Ganimede, da sinistra a destra. La fotocamera di Juno continuerà a scattare fotografie nei prossimi giorni, man mano che l’orbita che sta seguendo le consentirà di avvicinarsi di più a Giove. Si dedicherà soprattutto all’osservazione dei poli del pianeta e dei densi strati di nubi che lo avvolgono. La missione prevede in tutto 37 orbite intorno a Giove, con passaggi ravvicinati fino a 4.100 chilometri di distanza, che permetteranno di ottenere dati e immagini ad alta risoluzione della sua atmosfera.

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Giove è il pianeta più grande e ingombrante del Sistema solare: ci vorrebbero 11 pianeti come il nostro messi in fila per coprire il diametro di Giove, e ne servirebbero 300 per ottenere una massa pari alla sua. Giove non è però roccioso come la Terra: è una gigantesca palla di gas formata per lo più da idrogeno ed elio. Le sue dimensioni suggeriscono che fu il primo pianeta a formarsi nel Sistema solare, quando inglobò gli avanzi dei gas che avevano costituito il Sole. Giove impiega 12 anni per compiere un giro intero intorno al Sole e gira velocissimo su se stesso: un giorno lassù dura appena 10 ore.

Gli strati colorati visibili nella foto di Juno sono le spesse formazioni nuvolose che avvolgono l’atmosfera superficiale di Giove, formate da ammoniaca e idrogeno solfidrico. Nascondono più all’interno nubi formate da vapori d’acqua, che a volte diventano visibili quando gli strati più esterni delle nuvole si diradano. Le strisce che separano abbastanza nettamente gli strati sono formate dai forti venti che sferzano Giove, in direzione est-ovest.

Giove ha un campo magnetico molto potente, che secondo gli astronomi si origina in profondità nel pianeta, a circa un terzo del raggio, dove la pressione e così alta da rendere liquido l’idrogeno, che si comporta come un metallo diventando un grande conduttore di elettricità. È in questo enorme oceano di idrogeno liquido che si produce il campo magnetico, complice la veloce rotazione del pianeta: è 20mila volte più intenso di quello della Terra e occupa un’ampia porzione di Spazio (magnetosfera), che si estende fino a 3 milioni di chilometri, con una coda che si prolunga per quasi un miliardo di chilometri: per le strumentazioni di una sonda, come Juno, può essere un inferno, per questo alcune sono state schermate con spessi involucri in titanio.

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