(Da "Game of Thrones")

Teoria e tecnica del viaggio nel tempo

Quelli di film e serie tv, almeno: ci sono approcci filosofici e scientifici molto diversi (nel dubbio, comunque, meglio non uccidere il proprio nonno)

(Da "Game of Thrones")

I viaggi nel tempo sono un gran casino, soprattutto quelli nel passato. Gli scienziati dicono che è impossibile viaggiare indietro nel tempo, ma la cosa non ha fermato scienziati, fisici e matematici vari dal provare a immaginarsi cosa succederebbe se. A loro si sono aggiunti sceneggiatori e registi in cerca di sorprendenti svolte per le loro trame (e preoccupanti mal di testa per gli spettatori che provano a capirle). Ci sono stati viaggi nel tempo senza macchine del tempo (Donnie Darko), viaggi nel futuro (Ritorno al FuturoParte II) ma soprattutto viaggi nel passato (tutti i Ritorno al Futuro, due Terminator, L’esercito delle 12 scimmie). I viaggi nel tempo sono anche una cosa da serie tv: ci sono da decenni in Doctor Who, hanno fatto impazzire gli spettatori di Lostda qualche settimana anche quelli di Game of Thrones, una serie che era già un gran casino anche senza.

Se non avete visto il quinto episodio della sesta stagione di Game of Thrones evitate questo salto in un vicinissimo futuro in cui scoprite cosa succede; per tutti gli altri, leggete tranquilli. Anche se non guardate Game of Thrones: ne parliamo per qualche riga appena, poi andiamo oltre.

Nella sesta stagione di Game of Thrones, Bran Stark – un personaggio che fino a quel momento aveva avuto visioni sul futuro ed era stato capace di impossessarsi del corpo di altre persone o animali – inizia a viaggiare nel tempo. Nel quinto episodio della sesta stagione succede che viaggiando indietro nel tempo Bran sembra essere in grado di cambiare il passato: riesce infatti a parlare, dal futuro al passato, a Wylis, un ragazzo che ne rimarrà traumatizzato per anni, fino ad arrivare traumatizzato nel futuro da cui Bran gli ha parlato, quello in cui tiene chiusa quella porta. Per chi non segue Game of Thrones, è il motivo per cui avete forse letto e sentito in giro la parola Hodor: è il nome con cui è noto il traumatizzato Wylis, l’unica parola che ripete ossessivamente.

Fino alla sesta stagione, Game of Thrones sembrava avere una storia lineare, intricata sì ma lineare: succedeva una cosa e dopo un’altra e poi un’altra ancora, con azioni, conseguenze e reazioni (e tanti morti). Dopo quella cosa di Hodor è cambiato tutto, anche se un indizio piuttosto rilevante c’era stato nel terzo episodio, quando durante un viaggio nel tempo Bran chiamava suo padre che sembrava sentirlo e girarsi. In quel caso Bran mostrava di poter interagire col passato, seppur senza cambiarlo. Il suo mentore, il Corvo dai Tre Occhi, gli diceva: «Il passato è già scritto. L’inchiostro è già asciutto».

Diverse teorie sui viaggi nel tempo di cinema e tv hanno preso diverse posizioni sulla possibilità di cambiare il passato. Le principali teorie sono tre: quella del multiverso, quella della linea temporale dinamica e quella della linea temporale fissa. Tutte e tre sono spiegabili dal paradosso del nonno, proposto negli anni Quaranta da René Barjavel, scrittore francese di fantascienza: se qualcuno viaggiasse indietro nel tempo uccidendo suo nonno prima che concepisca suo padre, quel qualcuno come farebbe a esistere? Un altro paradosso del genere, ancora più diretto: se qualcuno viaggiasse indietro nel tempo con in mano una pistola carica, andando nel passato fino al momento in cui stava caricando quella pistola, e poi si sparasse, cosa succederebbe?

La teoria del multiverso
Parte dal presupposto che ogni viaggio nel tempo crei una nuova linea temporale, una specie di universo parallelo a quello da cui si è partiti per il viaggio nel tempo. Il presente non cambia perché ogni viaggio nel passato crea un altro presente che si aggiunge a quello di partenza, senza sostituirlo. È la teoria di Terminator 2 – Il giorno del giudizio, di Terminator 3 – Le macchine ribelli, di Doctor Who e del primo Star Trek diretto da J.J. Abrams. Se una persona viaggia indietro nel tempo e uccide suo nonno, crea una realtà parallela in cui lui non esiste: ma continua a esistere altrove.

La teoria della linea temporale dinamica
È quella in cui i cambiamenti nel passato hanno un vero e diretto impatto sul presente da cui si è partiti. Tutto è dinamico e fluido: può cambiare e lo fa. È la teoria di Ritorno al futuro ed è quella in cui, se vi capita di trovarvici, è meglio non uccidere vostro nonno. Se uccideste vostro nonno, non esistereste più; ma non esistendo non potreste nemmeno essere andati indietro nel tempo per uccidere vostro nonno. È un loop senza fine, un altro paradosso: il motivo per cui Marty McFly deve fare di tutto perché nel 1955 i suoi genitori si conoscano, si innamorino e facciano tutto quello che c’è da fare perché lui nasca. Questa è anche la teoria del paradosso ontologico. Per esempio: Marty McFly va indietro nel tempo e suona nel 1955 una canzone del 1958, Johnny B. Goode.  Nel 1955 Chuck Berry la ascolta grazie a suo cugino che lo chiama al telefono e viene quindi suggerito che sia proprio grazie a quell’ascolto che tre anni dopo la inciderà. È un altro loop, non se ne esce.

La teoria della linea temporale fissa
È fissa, sarà facile. Nì. È quella che dice che andando indietro nel tempo non si può cambiare il futuro. È la teoria alla base di Harry Potter ed il prigioniero di Azkaban – sì, pure Harry Potter viaggia nel tempo – e di L’esercito delle 12 scimmie, il film di Terry Gilliam in cui James Cole (Bruce Willis) viaggia indietro nel tempo per impedire la diffusione di un virus che ha costretto l’umanità a lasciare la Terra. Come scopre Cole, in base a questa teoria ogni cosa che si fa nel passato conferma il presente che si è lasciato per andare nel passato. La teoria si basa sul principio di autoconsistenza di Novikov, dal nome del fisico russo che la elaborò negli anni Ottanta: se c’è un evento che potrebbe causare un paradosso, la probabilità che quell’evento si verifichi è zero. Si può provare a uccidere il proprio nonno, non ci si riuscirà mai. È impossibile: l’inchiostro è già secco.

Si, va bene, ok: ma Game of Thrones?
Il Corvo dai Tre Occhi pare proprio stare dalla parte di Novikov. Bran può andare nel passato e può in parte influenzarlo, ma il presente non cambierà. Bran, per dire, non può andare indietro nel passato e evitare che qualcuno che è stato ucciso – magari decapitato – non muoia. Tutto quello che può fare è influenzare il passato in modo tale che quel passato continui a confermare gli eventi presenti. In altre parole: magari sarebbe stato più loquace e con un vocabolario più ricco, ma Hodor (anzi Wylis) sarebbe comunque stato lì a tenere quella porta.

Bonus
Una soluzione decisamente creativa al paradosso del nonno è proposta in Roswell That Ends Well, il 19esimo episodio della terza stagione di Futurama. Il titolo italiano è Il nonno di se stesso: un chiaro indizio su come fa il protagonista, Fry, a risolvere il problema dovuto all’aver fatto morire suo nonno in un viaggio indietro nel tempo.